Strategie per migliorare la sicurezza interiore

A volte ci chiediamo se esistono delle vere strategie per migliorare la sicurezza interiore. Un modo per assicurarci il proprio benessere emotivo in ogni circostanza.

Ho una naturale predisposizione alla comprensione degli altri. Qualcuno la chiama empatia, ma è qualcosa che non ho studiato e ho semplicemente trovato dentro di me.

Non mi sono mai considerata una persona sicura di me, ma non per mancanza di autostima,  bensì perché ho avuto sempre la convinzione che mettersi in discussione sia un buon metodo per migliorarsi.

La sicurezza interiore, o autostima, è una delle caratteristiche indispensabili per una vita serena e gratificante.

Sentirsi sicuri è il raggiungimento di un equilibrio psicologico che ci consente di affrontare la vita con ottimismo e fiducia nelle nostre capacità.

Esiste un concetto chiamato LOCUS OF CONTROL che mi ha molto incuriosito quando ne ho sentito parlare la prima volta.

Vorrei partire da esso per esprimere il mio modesto parere sul miglioramento della propria sicurezza interiore.

 

Locus of Control interno o esterno?

Il locus of control si riferisce alla percezione di un individuo, riguardo agli avvenimenti che influenzano la sua vita.

Essa può essere causata da eventi esterni oppure dal nostro controllo sulle azioni e sugli avvenimenti.

In breve, il Locus of Control può essere diviso in due categorie principali:

  1. Locus of control interno: Le persone credono di avere il controllo sulle proprie azioni e sugli eventi che accadono loro. Che si tratti di successi o fallimenti, essi pensano che siano il risultato delle loro scelte, delle loro azioni, della loro abilità, delle loro competenze o dell’impegno. Questa categoria di persone ha la tendenza ad essere più motivata a dare il massimo di sé per raggiungere i propri obiettivi.
  2. Locus of control esterno: al contrario, coloro che hanno un locus of control esterno, hanno la percezione che eventi esterni, come il destino, la fortuna o le azioni degli altri, siano determinanti per ciò che accade nella loro vita.
    Questa convinzione tende a farli sentire non responsabili di quanto accade intorno ad essi e dunque più predisposti ad una accettazione passiva di fallimenti o successi.

In generale, tornando alla capacità di trovare maggiore sicurezza in noi stessi, un locus of control interno è associato a una sana autostima e a un miglior adattamento psicologico, mentre un locus of control esterno può portare a sensazioni di impotenza e bassa motivazione che non aiutano l’individuo a trovare sicurezza nelle proprie capacità.

Sicuramente, un equilibrio tra i due tipi di locus of control è il giusto compromesso per gestire le sensazioni di sicurezza e gli eventi a seconda della situazione che ci si presenta.

 Migliorare la propria sicurezza interiore e utilizzarla per affrontare le sfide della vita richiede impegno e capacità di introspezione obiettiva.

Tuttavia, esistono delle strategie utili per rafforzare la nostra sicurezza interiore e sentirci più proattivi e pronti a raggiungere i propri obiettivi.

Riconoscere i propri successi

Quando ci concentriamo sui nostri successi e sui traguardi raggiunti abbiamo immediatamente la sensazione di essere forti, positivi, vincenti.

Se un individuo è maggiormente propenso a concentrarsi sui suoi fallimenti deve adottare alcune strategie per impedire che ciò accada.

Circondarsi di ciò che ci ricorda quanto siamo bravi nel nostro sport preferito, quanto siamo cresciuti in ambito professionale o, semplicemente, tenere a mente i successi ottenuti nella vita, è una strategia utilissima.

Si dice che molte persone tengano un diario dei successi o facciano una lista delle proprie conquiste ogni volta che sentono di non valere abbastanza.

Per migliorare la propria sicurezza interiore è fondamentale valorizzare i propri punti di forza.

L’auto-compassione

Coloro che hanno la tendenza ad essere ipercritici con se stessi possono minare la sicurezza interiore.

E’ necessario trattarsi con gentilezza, soprattutto nei momenti in cui ci si sente insicuri delle proprie capacità.

Ciò non vuol dire ignorare i propri difetti o le proprie debolezze, ma conoscerli e migliorarli.

La propria crescita interiore comprende sia il benessere psicologico che un miglioramento concreto delle proprie competenze e capacità. Guardarsi da fuori ci rende più sicuri di cosa possiamo fare.

 

Sfidare noi stessi

Forse è capitato a tutti di trovarsi di fronte ad una sfida che si crede di non saper affrontare.

Ebbene sì, crederci è il primo passo per farcela.

Io quando ho timore di non essere all’altezza mi faccio una domanda:

Se fallisco cosa succede? Se fallisco è la fine del mondo?

Quando mi sono iscritta all’università a 46 anni ero molto insicura. Temevo di non essere all’altezza, di non trovare il tempo per studiare abbastanza, di non essere predisposta a quella materia.

Poi mia figlia mi ha fatto riflettere chiedendomi: Mamma, se ti arrendi cosa succede?

Ho capito che non provarci avrebbe alimentato la mia insicurezza interiore, mentre un ipotetico fallimento mi avrebbe solo riportato indietro, al punto di partenza, ma senza intaccare la mia vita fino a quel momento.

Allora in quel preciso istante mi sono sentita più fiduciosa e ho percepito una maggiore sicurezza interiore.

Questa spinta verso qualcosa che mi faceva paura mi ha fatto raggiungere molti traguardi e ho migliorato la sicurezza nelle mie potenzialità.

Il mio Locus interiore mi ha reso pronta ad affrontare questa sfida di cui oggi sono molto orgogliosa.

 

Investire nel proprio benessere fisico

Il corpo e la mente sono strettamente legati, quindi prendersi cura di sé fisicamente può avere un impatto immediato sulla nostra sicurezza interiore.

Se ci sentiamo bene è anche perché ci facciamo del bene.

Attraverso una sana alimentazione, praticando attività fisica, socializzando, leggendo un libro su una panchina davanti la mare, ascoltando una canzone,  passeggiando nella natura.

E’ indiscutibile che questo ci fa sentire più positivi e ottimisti.

Il movimento, in particolare, stimola la produzione di endorfine, che sono sostanze chimiche naturali che migliorano l’umore e riducono lo stress. Di conseguenza, ci sentiamo più sicuri delle nostre forze e capacità.

Circondarsi di persone positive

Ho sempre pensato che stare in compagnia stimoli una naturale crescita interiore e che a seconda delle persone che frequentiamo possiamo trarre più o meno benefici dal punto di vista emotivo.

Il segreto è circondarsi di persone che ci supportano, che siano fonte di ispirazione e che alimentino la nostra sicurezza interiore.

Le relazioni positive e costruttive ci danno forza e motivazione e sentirci apprezzati e compresi è un ottimo rimedio contro le insicurezze.

Dobbiamo allontanare coloro che ci fanno sentire inferiori, coloro che sminuiscono i nostri traguardi e che innescano dubbi sulle nostre capacità.

 

Accettare l’incertezza

Se da una parte è importante vincere e raggiungere il successo, dall’altra non riuscire non significa dover dubitare di noi stessi.

Ogni giorno ci troviamo davanti ad incertezze nel lavoro e nella vita privata.

Convivere con una sana dose di incertezze, può anche essere stimolante. Non possiamo avere il controllo su ogni cosa e l’incertezza non ci rende meno capaci, semplicemente meno presuntuosi.

Essere sicuri non è una certezza di successo a volte. Allora sì all’incertezza e ai dubbi di riuscita, ma senza essere pessimisti.

 

ESISTONO DAVVERO DELLE STRATEGIE PER MIGLIORARE LA SICUREZZA INTERIORE?

Migliorare la sicurezza interiore richiede tempo e pratica e, soprattutto, tanta voglia di migliorarsi.

A mio avviso, non esistono delle vere e proprie strategie per migliorare la sicurezza interiore, ma dei metodi per non vivere nel costante timore di non essere all’altezza delle situazioni.

Vedere le sfide come opportunità di insegnamento e di miglioramento è un buon modo per alimentare la sicurezza interiore.

 

Mi piace riflettere sulla vita e confrontarmi con gli altri. Ciò che scrivo ha il solo scopo di aprire una fessura verso un sano sviluppo delle proprie capacità.  Mi rivolgo a coloro che necessitano di un supporto emotivo da parte di chi affronta ogni giorno una profonda introspezione per affrontare le sfide della vita. Io non curo, ma metto i miei pensieri a disposizione di chi vuole confrontarsi.

Ricordiamoci che per problemi gravi o situazioni specifiche, è sempre meglio rivolgersi a un professionista qualificato, come un terapeuta o uno psicologo. Chieder aiuto non è mai un errore.

 

Imparare a conoscersi a fondo

“Conosci te stesso e sarai in grado di conoscere il mondo.”
Socrate

Questa frase offre un’adeguata introduzione ad un argomento spesso trascurato che, invece, a mio parere è molto importante per la crescita e per il benessere di una persona!

Solo attraverso una profonda conoscenza di noi stessi possiamo crescere e migliorare nel corso della nostra vita, attraversando sfide e raggiungendo i traguardi desiderati.

 

Conoscersi a fondo  è il primo passo per migliorarsi e per migliorare i rapporti con gli altri.

Nella frenesia della vita quotidiana, spesso ci dimentichiamo di fermarci e di ascoltarci.

Tutti noi siamo convinti di sapere tutto della nostra personalità, delle infinite sfaccettature del nostro carattere, delle debolezze e delle forze…

In realtà, a mio parere, raramente ci si conosce davvero così nel profondo perché quando guardiamo dentro di noi abbiamo la tendenza a vedere ciò che già sappiamo e che non ci desta preoccupazione o sorpresa, ma ci sembra di averlo sotto controllo.

 

introspezione

 

Io credo che, conoscere veramente sé stessi sia la chiave per crescere e per migliorare la propria vita attraverso un adeguata consapevolezza.

Quando ci si conosce bene si raggiunge un equilibrio interiore che ci permette di costruire rapporti più sani e soddisfacenti.

La conoscenza di sé è un obiettivo importante attraverso il quale si può raggiungere una serenità data dalla consapevolezza dei propri limiti, dal controllo delle proprie paure e dalla fiducia nelle proprie potenzialità.

Chi si conosce si accetta e si valorizza

Chi riesce a raggiungere una profonda conoscenza e consapevolezza di sé accresce la capacità di relazionarsi con gli altri.

Ad esempio chi sa di essere permaloso imparerà a controllare le proprie reazioni proprio perché è consapevole di non dover affrontare una “critica” come qualcosa di distruttivo.

Conoscersi è un viaggio

Quando si visita un paese per la prima volta ci si trova a scoprire luoghi e caratteristiche che prima si ignoravano.

Anche la conoscenza è un viaggio verso luoghi inesplorati. E’ una forma di auto-scoperta che si trasforma in un percorso di miglioramento personale e relazionale.

Ma come si fa a conoscersi a fondo?

Quali sono i passi indispensabili per raggiungere una reale conoscenza di noi stessi?

Certamente non sono io a poter dire come e quanto ci si può e deve conoscere. Quello che però mi ha sempre incuriosito è che quello che di me percepivo da bambina non si è modificato nel tempo, ma rafforzato e confermato.

La percezione di me stessa che affiorava  già dall’infanzia e adolescenza appare oggi come la base di ciò che ho costruito negli anni guardandomi dentro.

Oggi, nel bene e nel male mi accetto. Questo non significa che mi piaccia tutto di me, ma che sto imparando ad amare ognuna delle cose che mi appartengono, comprese quelle che non mi piacciono.

Il mio obiettivo non è solo di diventare la versione più autentica e felice di me stessa. Non voglio smettere di emozionarmi o di sorprendermi appassionata di qualcosa che non sapevo.

Voglio sapere quali sono le mie reazioni, proteggere le mie debolezze, rassicurare le mie paure e dare spazio all’espressione di me stessa. Conoscermi è un po’ come capirmi.

Questo non vuol dire che conoscersi significhi essere felici.

Significa che conoscersi è tenersi la mano e controllare ciò che sentiamo dentro.

E’ anche attraverso i rapporti con gli altri che ho imparato a conoscermi.

Le dinamiche di coppia, la genitorialità, l’amicizia, il lavoro… Sono tutte strade per conoscerci a fondo.

Conoscere noi stessi ci consente anche di controllare i nostri gesti e le parole e di decidere quanto darci agli altri.

Il primo passo, in effetti è proprio capire l’importanza del conoscersi.

Accettare la necessità di conoscere sé stessi

Il primo passo per intraprendere un viaggio di auto-scoperta è accettare che la conoscenza di sé è fondamentale.

Troppo spesso siamo così impegnati nel soddisfare le aspettative degli altri o nel cercare l’approvazione esterna, che finiamo per perdere di vista chi siamo davvero, cosa vogliamo e con chi desideriamo condividere la nostra vita.

Imparare a conoscerci richiede tempo e capacità di introspezione. Gli psicologi, in qualità di figure professionali esperte, sono in grado di supportare le persone in un percorso di conoscenza.

 

Un’opportunità di crescita

Questo processo di conoscenza non deve essere visto come un obbligo, ma come un’opportunità per crescere. È importante dare il giusto significato a questo viaggio dentro se stessi per mettersi in una posizione di apertura verso ciò che andremo a comprendere.

Sapersi leggere è qualcosa che si impara a poco a poco.

Guardarsi dentro con onestà

L’introspezione è una pratica apparentemente semplice, ma necessita di pazienza e costanza.

Questo significa prendersi del tempo per riflettere sui propri pensieri, emozioni, desideri e paure.

Farsi delle domande senza avere paura delle risposte. Chiedersi se si sta bene, se si è preoccupati e perché. Capire da dove arrivano le preoccupazioni e gestirle al meglio.

Può anche essere utile scrivere un diario sul quale annotare i propri pensieri. Rileggere è un buon aiuto per mettere ordine nelle emozioni e guardare con obiettività i modelli di comportamento che si ripetono.

Alla fine il diario è un’autobiografia in cui ritrovarsi nei momenti in cui si sente meno la certezza della propria strada da percorrere.

Accettare le proprie imperfezioni

Come dicevo prima, la conoscenza di noi stessi implica un’accettazione di come siamo, nel bene e nel male. Ciò non significa non migliorarsi, al contrario, ci aiuta a capire meglio come farlo.

L’accettazione delle proprie imperfezioni è un ottimo inizio per trovare nuovi modi di affrontare la vita, relazionarsi con gli altri e raggiungere uno stato d’animo più sereno e consapevole.

Nessuno è perfetto, e non c’è nulla di sbagliato nel riconoscere che ci sono aree della nostra vita che necessitano di miglioramento. Abbracciare le nostre debolezze con gentilezza e senza giudizio ci consente di trasformarle in opportunità di crescita. Invece di criticarti per i tuoi difetti, cerca di vedere in essi delle occasioni per evolvere, migliorando ogni giorno.

Accettarsi è una piccola sfida che si può superare attraverso le riflessioni interiori e un aperto confronto con gli altri.

 

 

Il nostro corpo ci parla

Saper ascoltare il proprio corpo è un’arte.

Attraverso la lettura delle emozioni che proviamo e degli stati d’animo che ci mandano dei segnali, scopriamo molto di noi stessi.

Le emozioni sono indicatori molto potenti che possono svelarci molto su ciò che ci rende felici o infelici e su cosa è importante per noi.

Comprendere le proprie priorità è utile per dare il giusto spazio ad ogni cosa nella nostra vita.

Una comunicazione più efficace con gli altri deriva sempre da una elevata comunicazione con noi stessi.

Capiamoci prima di provare a spiegarci agli altri.

 

Meglio essere consapevoli o no?

Il potere della consapevolezza è uno strumento molto potente che ci consente di conoscere ogni cosa di noi.  (Mindfulness)

La pratica della mindfulness ci supporta nella vita di tutti i giorni attraverso la capacità obiettiva di osservarci da fuori senza giudicarci. I nostri pensieri, le emozioni, le paure… Tutto merita di essere compreso perché non desti preoccupazione.

Tutti noi abbiamo delle reazioni automatiche a ciò che viviamo nel quotidiano.

Un approccio più consapevole e, di conseguenza più responsabile, ci permette di dare più spazio alla riflessione prima di agire.

I rapporti con la famiglia, ad esempio, spesso sono sovrastati dall’impulsività che rende piccoli contrasti più difficili da gestire e risolvere.

Se impariamo a gestire le nostre reazioni in modo più equilibrato e meno istintivo, le nostre relazioni godranno di maggiore benessere e comunicazione.

I rapporti con gli altri

Una volta che abbiamo acquisito una maggiore consapevolezza di noi stessi e di come reagiamo, possiamo davvero migliorare le nostre relazioni interpersonali.

Una comunicazione autentica è alla base di un legame forte e sincero.

Per costruire e preservare un legame profondo è necessario avere una forte connessione con noi stessi che ci permetta di darci ed esprimerci in modo appropriato e sincero.

Solo se siamo in grado di esprimerci sinceramente con gli altri, senza il timore  di essere giudicati, possiamo spalancare la porta alla comprensione reciproca e del dialogo.

Ognuno di noi ha ilo suo carico da portare co sé. Un bagaglio emotivo che condiziona le relazioni con gli altri e ci rende più aggressivi, più vulnerabili, meno disposti ad ascoltare. Insomma diversi l’uno dall’altro.

Partire da questa diversità ci può aiutare a coinvolgerci l’un l’altro attraverso una comprensione più naturale e pacifica.

Dove c’è un individuo capace di comprender gli altri, c’è empatia. L’empatia è lo strumento principale per le relazioni.

Capire gli altri e mettersi nei loro panni anche quando sono in contrasto con noi non è un segno di debolezza. Al contrario è indice di maturità e capacità di dialogare.

Io non ho mai smesso di imparare

Chi di noi può dire di non avere più nulla da imparare dalla vita?

Il processo di conoscenza di noi stessi è costante e continuo.

Le nostre esperienza, positive e negative, piacevoli o spiacevoli, ci offrono l’opportunità di crescere ogni volta.

Ovviamente bisogna essere aperti al cambiamento e saper accogliere le sfide che ci fanno crescere.

La chiave della crescita è proprio una profonda conoscenza di noi stessi che ci guida davanti agli ostacoli, nei rapporti sociali, nelle scelte e nel cambiamento.

Chi si conosce sa dove deve lavorare per sentirsi meglio.

Chi si conosce migliora.

Imparare a conoscersi a fondo è un percorso che necessita di pratica e costanza e che richiede pazienza. L’autoconsapevolezza è una forma di autocura che genera serenità e benessere.

Grazie alla consapevolezza dei propri limiti e della propria forza si costruiscono relazioni autentiche non basate su un “ruolo da sostenere”… Quando siamo noi stessi è più facile stare con gli altri e vivere le relazioni come un viaggio personale capace di darci ciò di cui abbiamo bisogno.

Prendiamoci il tempo per conoscerci per influenzare positivamente gli aspetti della nostra vita che ci sembrano lontani dai nostri desideri.

 

Mi piace riflettere sulla vita e confrontarmi con gli altri. Ciò che scrivo ha il solo scopo di aprire una fessura verso un sano sviluppo delle proprie capacità.  Mi rivolgo a coloro che necessitano di un supporto emotivo da parte di chi affronta ogni giorno una profonda introspezione per affrontare le sfide della vita. Io non curo, ma metto i miei pensieri a disposizione di chi vuole confrontarsi.

Ricordiamoci che per problemi gravi o situazioni specifiche, è sempre meglio rivolgersi a un professionista qualificato, come un terapeuta o uno psicologo. Chiedere aiuto non è mai un errore.

Come aumentare l’autostima

AUTOSTIMA

Spesso navigando in rete inciampiamo in articoli che ci aiutano a capire meglio come aumentare l’autostima.

Sono molte le motivazioni per cui si può avere una bassa autostima e, ovviamente una figura professionale può essere di supporto per comprendere le cause in modo costruttivo.

Esistono però molti modi per aumentare l’autostima. Si tratta di strategie efficaci per avere più fiducia in se stessi e nelle proprie capacità.

Credere nelle proprie capacità

Spesso nella vita ci si trova a fronteggiare a insicurezze e dubbi che riguardano la propria capacità di riuscire in un progetto.

L’autostima ha un ruolo molto significativo nella riuscita perché influenza in modo rilevante la capacità di mettere a frutto le proprie capacità e di ottenere i risultati aspettati.

 Una buona autostima ci consente di affrontare le sfide con maggiore fiducia e di perseguire i nostri obiettivi con determinazione e ottimismo.

Non è sbagliato chiedersi come aumentare l’autostima, al contrario è il primo passo per valorizzarsi e migliorarsi sia nelle relazioni con gli altri che nel rapporto con se stessi.

Riconoscere il proprio valore

Quando si pensa al proprio valore ci si mette automaticamente a paragone con gli altri.

In effetti è proprio questo uno dei motivi per cui spesso ci si sente inadeguati o non all’altezza delle sfide.

Fare continui confronti tra noi stessi e gli altri ci pone sempre su una posizione di “porci ad un livello” rispetto che ad un altro.

 

Come valorizzare le proprie qualità

Dovremmo invece imparare a valorizzarci per ciò che siamo.

Riconoscere i nostri punti di forza è già un primo passo molto importante per aumentare la propria autostima.

Tutti noi abbiamo dei punti deboli e delle caratteristiche vincenti che ci accompagnano per tutta la vita. Questo però non significa che resteranno invariati nel corso delle esperienze e della crescita personale.

La nostra vita ci mette davanti molti avvenimenti che in qualche modo ci formano e ci mettono in condizione di tirare fuori anche lati della nostra personalità che non conoscevamo.

E’ proprio grazie alle esperienze che viviamo che possiamo trarre beneficio personale e arricchirci attraverso insegnamenti e prove importanti da superare.

Chi di noi non si sente gratificato dall’arricchimento personale?

Questo senso di gratificazione è un terreno fertile su cui costruire le proprie sicurezze e la consapevolezza del proprio valore.

Ovviamente in casi di autostima notevolmente bassa è necessario avviare un lavoro di cura con un professionista che sappia valutare al meglio la strada più idonea alla “guarigione”.

 

Costruire una solida autostima

Per costruire una solida autostima è fondamentale riconoscere il proprio valore personale.

Molte persone hanno la tendenza a concentrare l’attenzione più sugli errori e sulle insicurezze che sulle proprie qualità.

Il primo passo è saper interpretare le proprie caratteristiche e azioni in modo obiettivo e valutare al meglio come gestirle insieme nelle varie sfide della vita.

Io con i miei figli ho usato spesso un metodo semplice ma molto costruttivo, facendogli fare un elenco delle proprie qualità e delle cose in cui si sentivano “capaci”.

Non sono mai stata quel tipo di mamma che voleva farli sentire super eroi. Aiutarli a costruire una solida autostima senza crescere dei “piccoli esaltati” è un gioco fatto di equilibri molto importanti a cui fare attenzione.

 

Il ruolo del contesto per l’autostima

Quando ci si sente svalorizzati dall’ambiente esterno è un altro tipo di situazione.

E’ proprio in queste circostanze che la propria autostima ci aiuta a difenderci e a non lasciarci influenzare negativamente circa le nostre capacità.

Il contesto in cui si vive e, soprattutto quello in cui cresce, condiziona molto la percezione di se stessi.

Spesso sono proprio i messaggi che ci arrivano dall’esterno a costruire o, rafforzare o minare la sicurezza nelle nostre capacità.

E’ importante educarci al rispetto di ciò che siamo e alla capacità di proteggere le nostre convinzioni accettando le critiche esterne come qualcosa su cui costruire e riflettere, ma non come una minaccia alla nostra personalità.

 

Sentirsi nel profondo

Gli esperti parlano di dialogo interiore, io ritengo che ci sia una percezione più o meno profonda del nostro essere e delle sensazioni ed emozioni che proviamo.

Dobbiamo imparare a rispettarci e a utilizzare parole in grado di trasformare le insicurezze in qualcosa da guarire. Spesso evitiamo di dircelo, ma nel profondo sentiamo che ci manca qualcosa.

La vera sfida è saper trasformare i pensieri negativi in affermazioni cariche di ottimismo e di fiducia.

Quando ci troviamo in situazioni in cui “non ci sentiamo abbastanza” dovremmo concentrarci maggiormente sull’idea che stiamo migliorando e che stiamo imparando qualcosa che prima non sapevamo fare.

Affrontarsi è un punto cruciale per elevarsi e mettere le proprie energie a disposizione dell’autostima. Un valore interiore da accrescere giorno dopo giorno con cure costanti.

Una solida autostima non viene intaccata da nulla. Nessuna parola proveniente dall’esterno può ferirci, ma al massimo può essere costruttiva per migliorare le nostre performance di vita quotidiana.

La paura del fallimento

La paura del fallimento è una delle risposte di un individuo alla mancanza di un’autostima sufficiente ad affrontare una situazione, a risolvere un problema o ad accettare una nuova sfida.

Paura di un rifiuto, paura di un insuccesso, paura di dover confermare la propria percezione di non essere all’altezza.

Mettersi in gioco è un modo per dimostrare a noi stessi e agli altri che, non solo possiamo farcela, ma abbiamo il coraggio di farlo, nonostante le incertezze del successo.

Fai sentire la tua voce

Se una persona è timida, dovrebbe a poco a poco abituarsi al dialogo con gli altri, utilizzando un tono di voce più determinato. Quello che siamo è anche frutto di allenamento e di abitudine. Se ci impegniamo ogni giorno nel dare un’immagine di noi più forte e determinata, gli altri ci percepiranno così e a poco a poco ci convinceremo che valiamo di più e troveremo in noi le risorse che stavamo cercando.

 

Un ostacolo alla volta per superare l’insicurezza

Per ogni ostacolo che superiamo c’è una parte di noi che dice “ce l’ho fatta”. E’ un po’ come quando si dice ai bambini “l’importante è partecipare”: la vita è così, come una partita di calcio o un test di matematica… Ci si deve mettere in gioco e dare il massimo, questa è la vera vittoria.

Circondarsi di persone positive

L’ambiente in cui viviamo e le persone con cui ci relazioniamo hanno un grande impatto sulla nostra autostima. Evita chi ti sminuisce e cerca la compagnia di persone che ti supportano, ti incoraggiano e credono in te.

Non lasciamo mai che la vita ci metta accanto persone che intossicano il nostro benessere psicologico e impariamo a riconoscerle subito e a difenderci da esse.

Alimentare la fiducia

Il benessere fisico e mentale è strettamente legato all’autostima. Una dieta equilibrata, l’esercizio fisico regolare e un buon riposo possono migliorare l’umore e l’energia. Inoltre, concediti momenti di relax e attività che ti fanno sentire bene.

Quando un individuo conduce una vita sana e organizzata possiede già un senso naturale di benessere che lo aiuta a trovare la giusta motivazione per affrontare qualsiasi sfida.

 

Più organizzati e più ottimisti

Arrivare alla fine di una giornata sapendo di aver prodotto e ultimato molte attività è una medicina naturale per il proprio ego. La sensazione di avercela fatta, anche nelle piccole cose di tuti i giorni, è qualcosa da cui partire il giorno seguente.

Quando si conduce uno stile di vita troppo caotico e stressante ci si ritrova di fronte a situazione incomplete, errori e disorganizzazione. Questa visione di una vita che non si realizza in modo fluido e programmato genera un senso di inadeguatezza che mina la propria autostima e la sicurezza interiore.

Anche il semplice gesto di riordinare la casa può essere terapeutico per sentirsi ottimisti e iniziare una giornata con la prima “spunta” sugli impegni quotidiani.

Per chi studia può essere utile un’agenda su cui annotare gli impegni settimanali, i test e gli argomenti da ripassare. Ogni cosa può essere utili per avere la percezione di una situazione scolastica sotto controllo.

Oggigiorno esistono molte app in grado di supportarci dal punto di vista digitale nell’organizzazione della vita privata e professionale.

Adottare questi piccoli accorgimenti ci rende più fiduciosi nell’affrontare le sfide quotidiane.

Obiettivi Realistici

Stabilire piccoli traguardi raggiungibili ti aiuta a costruire fiducia in te stesso.

Grazie ad una sana gestione della propria vita è possibile porsi degli obiettivi realizzabili ogni giorno.

Se i traguardi prefissati sono raggiungibili, saremo più sicuri di potercela fare e questo darà voce alla nostra fiducia in noi stessi consolidando l’autostima.

Grazie alla sensazione di successo si trova la motivazione a proseguire.

Imparare dagli errori e accettali

Sbagliare è umano e fa parte del processo di crescita di qualunque individuo.

Quello che secondo me è fondamentale per non perdere fiducia in noi stessi è la differenza tra aver dato il massimo e aver sbagliato oppure aver sbagliato perché non ci si è impegnati abbastanza.

Forse è un concetto che si può capire meglio attraverso esempi di vita quotidiana comuni a tutti.

Spesso ci ripetiamo che anche se è andata male noi abbiamo dato il massimo e non è colpa nostra. Questo è un buon motivo per provare di nuovo con uno sforzo maggiore nella speranza che vada meglio. Io però in questa frase ci vedo anche una latente forma di bassa autostima. La traduco anche in “Le mie capacità non sono sufficienti perché ho già dato il massimo che potevo”.

E se invece ci dicessimo “Ho dato tanto, ma potevo comunque dare di più”?

In realtà in questa frase si nasconde un’incitamento oltre alla possibilità di farcela. 

Se a scuola si prende un brutto voto perché non si ha studiato abbastanza, potrebbe essere un punto di partenza da cui imparare e un modo per non compromettere la propria fiducia in se stesso.

Il test non è andato bene perché non ha studiato abbastanza e non perché era troppo complicato per lui.

Invece di colpevolizzarti per gli errori commessi, usali come opportunità di apprendimento. Fallire un test significa provare e provare ancora finché non andrà meglio. Quello che è importante non perdere di vista è che se non raggiungeremo mai il risultato sperato non è un fallimento, ma significa che siamo bravi a fare altre cose.

Accettare i propri limiti con consapevolezza è un segno di maturità e di autostima.

Aumentare l’autostima ogni giorno

Aumentare l’autostima è un percorso che richiede impegno e anche costanza.

Non ci si sveglia una mattina con l’autostima sperata, ma si costruisce giorno dopo giorno, un traguardo alla volta, con consapevolezza e dialogo interiore continuo e sincero.

Ricordiamo a noi stessi che siamo forti, che siamo unici e che meritiamo la fiducia degli altri perché noi per primi ci fidiamo di noi stessi.

 

Mi piace riflettere sulla vita e confrontarmi con gli altri. Ciò che scrivo ha il solo scopo di aprire una fessura verso un sano sviluppo delle proprie capacità.  Mi rivolgo a coloro che necessitano di un supporto emotivo da parte di chi affronta ogni giorno una profonda introspezione per affrontare le sfide della vita. Io non curo, ma metto i miei pensieri a disposizione di chi vuole confrontarsi.

Ricordiamoci che per problemi gravi o situazioni specifiche, è sempre meglio rivolgersi a un professionista qualificato, come un terapeuta o uno psicologo. Chieder aiuto non è mai un errore.

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