Una famiglia in rotta per Malta…

Malta tra antico e mopderno
Malta tra antico e moderno

Ci sono due modi per raccontare la mia esperienza…. Con il cuore… O con il cervello….
Ho sempre vissuto la mia vita con intensità, ma più gli anni passavano e più era difficile lasciare spazio alle emozioni in un Paese in cui nessuno ha più il coraggio di sognare… Di reagire… Di ricominciare a credere nel futuro. Tu puoi alzarti la mattina con mille buone idee, ma intorno a te vedi crollare tutto… Le famiglie non hanno soldi per pagare l’affitto, le tasse ci opprimono, lo stress ci consuma…. Il tutto lentamente e senza pietà.

tramonto a S. Paul Bay

Sono sempre stata una persona profondamente radicata nelle mie abitudini e non avrei mai pensato che un giorno avrei deciso di buttarmi in una simile avventura.  Eppure l’ho fatto…E adesso sono qui a raccontarlo prima ancora di esserne davvero consapevole!
Non si lascia mai davvero il paese di origine, quello è l’unico posto in cui puoi sentirti a casa. Le persone e i luoghi cari non si possono sostituire, ma ho scoperto che si possono aggiungere ad essi tante altre persone e luoghi speciali…

Un futuro per i nostri figli…

Dopo tante giornate passate davanti ad un mappamondo…. Io e mio marito abbiamo scelto Malta.  L’idea primaria per noi era  il mare, ma con due figli, uno di 12 e una di 6, il mare non basta per sentirti un buon genitore, vuoi offrirgli di più…. Non ho mai creduto in quei posti in cui gestire un chioschetto sulla spiaggia e vivere in pareo e a piedi nudi… Volevo e voglio dei figli che, oltre a vivere nella natura, abbiano la possibilità di scegliere, quando saranno adulti, che direzione prendere.
Per questo Malta mi ha colpito. Credo che il livello di istruzione sia assolutamente superiore a quello italiano. Forse i nostri figli, quelli che ancora riescono a reagire agli scarsi stimoli delle nostre scuole , godono di una profonda preparazione a livello umanistico e letterario…. Ma non hanno ancora una collocazione nel mondo del lavoro, non conoscono le loro vere attitudini, non si sono mai misurati con niente;  passano i primi anni dopo gli studi a capire chi sono e cosa vogliono, per poi rendersi conto che quello che hanno scoperto non li porterà ad una vita professionale fatta di soddisfazioni, ma ad una corsa sfrenata  verso il 27 del mese….
Malta è un sassolino d’oro in mezzo al mare…. Un piccolo approdo per chi vuole ancora credere che i propri figli hanno una possibilità.
La scuola li mette con le mani nelle materie, si sporcano, si confrontano, spesso sono loro ad essere studiati da lodevoli insegnanti che cercano di tirar fuori ogni piccolo dettaglio delle loro capacità, motivandoli, sorridendo ad ogni loro traguardo e porgendo loro la mano di chi sa in che direzione mandarli….
Qui la scuola non è “un pezzo di carta”, ma un pezzo di vita…  I miei figli ci vanno ogni giorno con il sorriso!

Malta e la lingua

 

A Malta per vivere il mare…

E poi c’è il mare…. Il clima è dalla parte di Malta!
A parte rarissimi inverni fuori dall’ordinario (tra cui l’inverno di benvenuto per noi!!), l’isola gode del sole per la maggior parte dell’anno….Un sole caldo, che rende ospitale la spiaggia anche  nel periodo di Natale…Quasi incredibile se pensiamo che è situata ad un’ora circa di aereo dalla capitale!

E’ il caso di dire che vista dall’alto questa  Malta è davvero uno “scoglio” un po’ più grande di tanti altri, ma se poi scendi ti rendi conto che qui c’è tutto, ma proprio tutto…  Dimentichi che il territorio raggiunge appena  300 km quadrati… E poi c’è una cosa che mi piace tanto…. Se non conosco la strada ho sempre una certezza… Se vado sempre dritta prima o poi incontro un vero amico…. Perchè davanti a me, qualunque sia la direzione, c’è il mare che mi aspetta!!

Già… Perchè il mare di Malta ci regala ogni giorno una miriade di sfumature che si fondono a sabbia, scogli e cielo… Una delle più belle abitudini che hanno arricchito la mia quotidianità è la pausa caffè davanti al mare, le scarpe lasciate in macchina e una bella colazione coi piedi nella sabbia… Una sabbia talvolta bianca, altre volte di uno splendido color oro…. Che ha poi dato il nome ad una delle più accoglienti baie in cui spendere un po’ del proprio tempo, sia in inverno che in estate…. La fantastica GOLDEN BAY…

Golden Bay
Golden Bay

Adoro questo modo di sentirmi in vacanza anche coi tacchi e la camicia…. Mi piace il tepore che attraverso il finestrino, nel traffico, mi ricorda che nel bagagliaio della mia auto ho sempre un pareo e un buon libro da leggere…. La vita quando sei su un’isola non assomiglia più a quella lunga attesa delle vacanze in Agosto…. Qui ho imparato a concedermi cinque minuti di vacanza ogni giorno…  Qui so che se la mia mente è impegnata nei doveri, almeno il mio cuore è sempre in vacanza!

la mia pausa caffè a Golden Bay
la mia pausa caffè a Golden Bay

Malta e i maltesi.

Una delle cose che ho subito apprezzato di Malta sono i maltesi, persone ancora sane, con dei principi leali. In Italia per difendere “la pagnotta”  siamo oramai costretti a pestarci i piedi l’un l’altro, non possiamo più permetterci di dare una precedenza in auto a chi non ce l’ha perchè quei minuti sono preziosi, ci regalano l’illusione che arrivare prima ci liberi dallo stress di una giornata pesante.
Anche qui c’è  traffico, se penso a quanto sia piccola l’isola non mi capacito della quantità di automobili in circolazione, ma la gente alla guida sorride….. Di questo  bisogna ringraziare l’economia, che è sicuramente in un momento di massima ascesa, e anche lo stato, le strutture sanitarie che funzionano, le scuole che non subiscono “tagli”, i datori di lavoro che non hanno problemi a pagare gli stipendi e i dipendenti che non hanno bisogno di incattivirsi per essere rispettati… Insomma, quando ci si sente tutelati da chi ci governa è più facile cominciare la giornata ed essere ben disposti verso gli altri.  Ma ora non voglio parlare del governo, nè italiano nè maltese….la politica non fa per me… Solo una cosa mi sento di sottolineare: I maltesi, come noi italiani, stanno assistendo ad una vera e propria invasione degli stranieri nel loro paese, ma hanno una certezza, i loro diritti non verranno mai subordinati,  ma sempre privilegiati rispetto a chi a Malta è un “ospite”… Questa è la loro isola, è la loro casa e nessuno viene a comandare… Solo chi apporta qualcosa e non toglie ad altri è il benvenuto!

La nostra pazza scelta di vita!

Il nostro viaggio verso Malta è iniziato con un pontile di legno che si allontanava lentamente dietro la poppa della nostra barca… La traversata, cominciata dal sud Sardegna (dove eravamo in vacanza) durò pochi giorni, carichi di emozioni. Il mare ci accompagnava verso quella che non sarebbe stata solo un’avventura, ma il nostro futuro… Ricordo che ogni notte e ogni giorno di navigazione mi facevano sentire più vicina alla pazzia e più distante dalla “normalità”…  Raggiunta la destinazione, cime a terra e cuore in gola… iniziava la nostra pazza avventura!

Quando arrivai la prima volta a Malta, nonostante mi era stato già anticipato da mio marito, restai profondamente delusa dal paesaggio … Le case, molte delle quali vecchie e rovinate, sono un vero miscuglio di architettura. Vecchio e nuovo si affiancano senza la minima compatibilità estetica. Ci sono palazzi lussuosi e ultramoderni che dividono una delle pareti perimetrali con dei veri e propri ruderi, destinati a breve ad essere demoliti e rinnovati anch’essi…. Insomma, da brava romana abituata a VILLA BORGHESE e all’eredità del maestoso IMPERO ROMANO, ho fatto e faccio tutt’ora fatica ad abituarmi a questa caratteristica di Malta… Ma quando poi, tra un palazzo e l’altro, scorgo quel meraviglioso azzurro del mare che circonda l’isola, tutto il grigiore del polverone, causato dalle infinite gru poste nelle strade, mi scivola via dagli occhi e mi lascia sempre a bocca aperta!

Un’isola, mille opportunità!

A Malta puoi vivere il mare in ogni modo. Ci sono delle belle spiagge servite e ben accessibili a tutti, ci sono pontili e boe ovunque (dove poter transitare con le imbarcazioni), che si spingono nell’interno dell’isola grazie alle fantastiche insenature naturali e poi, cosa non da poco a mio parere, nel pieno della città, nel caos e nel traffico cittadino, si può mettere un telo sugli scogli lisci tipici del luogo e fare un bel bagno dai colori fantastici, anche sotto ad un centro commerciale e alla passeggiata dello shopping!! Malta è proprio questo… Vita e caos, ma anche relax e vacanza nello stesso posto e nello stesso momento!

interno di una chiesa a Mdina
interno di una chiesa a Mdina

E poi c’è la storia, aree gioco per i bambini, ci sono i casinò, le discoteche aperte fino a notte fonda, le scuole di lingua per chi viene per imparare l’inglese, le barche turistiche… E le tasse… Sì, ci sono le tanto temute tasse che in Italia ci stanno strizzando come limoni, ma che qui ho scoperto non essere alla base dell’economia pubblica, qui lo stato non si adagia a nutrirsi da parassita sulle spalle dei poveri contribuenti che si spaccano la schiena per coprire tutte le spese, qui casa tua è tua e non devi pagare più niente a nessuno dopo averla acquistata…  Così vale per tante altre tasse che nel nostro BelPaese sembrano essere indispensabili per tenere in piedi tutto quel bel castello pubblico che noi ben conosciamo!!

Balluta Bay
Balluta Bay

Un grosso ostacolo per noi è stato trovare la casa. Poter vivere in barca in attesa di trovare quella giusta ha fatto sì che diventasse un’impresa oceanica. Il mercato è completamente in tilt, gli stranieri continuano ad aumentare e il risultato è “troppa richiesta”. L’offerta è in continuo progresso quindi ci sono cantieri ovunque!  Venendo da una realtà italiana sconvolta dalla crisi, ci ho messo un po’ a comprendere che se la casa mi sembrava quella giusta dovevo lasciare subito la caparra o il visitatore dopo di me se la sarebbe aggiudicata senza pietà!

Riflessioni su una scelta di vita

In sostanza non è facile trasferirsi all’estero e adattarsi a grandi cambiamenti, bisogna avere il coraggio di mettersi in gioco… Gli affetti di una vita restano costanti nei pensieri, a volte si fa fatica a credere di averlo fatto… Spesso si ha bisogno di tornare all’ovile a prendersi un abbraccio dalle persone che hai nel cuore… Insomma la casa resta sempre la stessa, ma il presente ha un magnifico sapore di sfida… E questo mi piace!

Amo il mio Paese. Le mie radici sono in Italia e sono orgogliosa di essere italiana. La mia città e le mie origini sono profondamente diverse da Malta, ma nella vita ho imparato a guardarmi intorno, a mettermi in gioco. Non esiste al mondo un luogo perfetto, esiste però la scelta di rendere adatto a noi il luogo in cui ci troviamo. A Malta io ho trovato un momento di pace e di riflessione che a Roma non riuscivo a regalarmi. Qui mi sto concedendo la possibilità di scegliere chi sono e non di rappresentare solo un’unica realtà…. Un anno fa non avrei mai immaginato di trovarmi qui oggi, ma ora sono seduta su una sedia a raccontare i miei sogni, i miei progetti, le mie paure e i miei limiti da superare!

Il mio consiglio è che tutti noi dovremmo imparare ad immaginarci altrove, senza le nostre certezze, che esse siano tante o poche, le certezze non sono eterne, per nessuno di noi. Quello che oggi è d’oro, può smettere di brillare e confondersi sotto la fuliggine di una vita stressante che non ci lascia nemmeno il tempo di sognare! Allo stesso modo perchè restare a guardare intorno a noi in un momento grigio, con poche vie di fuga? Mettersi in gioco, lasciare la strada certa, può aprire i nostri orizzonti e cambiare la nostra visione delle cose…. Ci ho messo un pò a guardare oltre il mio naso… Ma ora che l’ho fatto devo ammettere che non è affatto male il mondo….

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’aquilone bianco…

 

La passeggiata nel bosco era stata davvero una splendida idea, Matilde e Viola avevano camminato lungo il sentiero che portava verso la scogliera più alta dell’isola di Cheope e quando i loro occhi si trovarono di fronte allo strapiombo sentirono le loro anime vibrare come corde di violini… Il mare era blu che più blu non si era mai visto… Le onde laggiù si infrangevano senza sosta contro la parete di roccia alta 50 metri… Il sole sparava frecce calde frutto di un’estate ormai iniziata….

Maty non sapeva come erano arrivate fino a lì, ma era così felice che avrebbe voluto gridarlo al mondo intero! Viola restò per qualche minuto ad ammirare quel paesaggio senza dire una parola… I suoi occhi pieni di meraviglia sembravano produrre sogni ad ogni battito di ciglia… Il mondo visto da lassù era pieno di poesia e loro, soltanto loro, avevano la fortuna di essere lì ad ammirarlo, contemplarne la sua incredibile bellezza…

Mentre guardava l’orizzonte, la piccola pensava che presto sarebbe tornato il suo papà… A breve la barca color cielo del suo papà sarebbe apparsa con la prua in direzione dell’isola…

Viola si ricordò che aveva con se quel pacchetto… Il dono che avevano ricevuto dal signor Mau, un simpatico vecchietto che viveva da dieci anni in una malridotta barca di legno nel porto grande a nord di Cheope.

Si seddero l’una al fianco dell’altra e misero il pacchetto di fronte a loro, Maty lo prese e insieme lo aprirono con la tipica curiosità di due bambine…. Non era un giocattolo, non una palla, ma un meraviglioso aquilone bianco…. La lucentezza dell’aquilone sprigionò tutta la luce del sole ancora alto… Cominciarono a spiegarlo e lo distesero per bene sull’erba… Sistemarono i fili uno ad uno e lo presero, lo alzarono dandolo in pasto al vento tiepido che a tratti spettinava i loro capelli…

La forza della brezza le trainò attraverso i fili che tenevano stretti nelle loro manine, fino a condurle dinnanzi ad una meravigliosa e imponente scala di pietra.

Come per magia, e di magia si trattava proprio(!), si ritrovarono a volteggiare sfiorando ognuno degli infiniti scalini che le stavano portando fino al mare. Matilde era un pò preoccupata, le sue scarpe non toccavano terra e non aveva il controllo del suo corpo che, guidato dal vento, volava verso quel fantastico mare blu.

Viola rideva con la sua ignara spensieratezza e, ad ogni volteggio nell’aria, incitava la sua compagna a lasciarsi andare!

… E intanto scendevano… E scendevano giù per la scogliera a velocità sorprendente. L’aquilone sembrava essere al comando di quel volo e ne sembrava consapevole…. I suoi movimenti tenevano il ritmo di ogni soffio di vento e la sua danza si faceva sempre più armoniosa….

Le farfalle svolazzavano intorno a loro e il profumo dei fiori si confondeva con quello del sale marino… Arrivate giù i loro piedini poggiarono su uno scoglio liscio e piatto ancora bagnato dall’ultima onda … E l’aquilone continuò da solo il suo viaggio nel cielo…. La piccola Viola restò a guardarlo finchè non si confuse con le nuvole all’orizzonte… Matilde, nel frattempo, si accorse di essere vicina al faro e prese la sua amica per mano tirandola a sè… Non appena raggiunsero il faro il signor Mau fece capolino da uno scoglio e loro corsero verso di lui piene di gioia e di entusiasmo! L’anziano porse loro la sua mano e ci videro un filo che portava fino all’aquilone bianco, che stava poggiato a terra poco più in là… Si avvicinarono e quando lo guardarono bene si accorsero che non era un semplice aquilone, ma una lettera che era arrivata dal mare custodita in una bottiglia… Era una lettera dei loro papà che annunciavano il loro ritorno…

Il giorno seguente tutti al villaggio si preparavano per una grande festa…. Il viaggio era terminato…Intanto all’orizzonte la prua avanzava verso di loro tagliando a metà il mare che le andava incontro… La luna era gigante e il cielo si preparava a farsi scuro mentre il sole si raffreddava affogandosi nell’orizzonte…

 

 

Isola di Lavezzi

LAVEZZI…il mare che ti resta nell’anima… 41°20′27.3″N 9°15′14.8″E 

L’isola di Lavezzi…. Ricordi un pò offuscati di qualche anno fa … Il mare limpido, quasi “impalpabile” alla vista se mi è concesso questo gioco di parole…  Il mio primo approdo a Lavezzi fu pieno di entusiasmo, il timore di affrontare le rinomate bocche di Bonifacio, gli scogli che tempestano tutta la sua costa, il silenzio dell’isola che la fa sembrare quasi una terra senz’anima…

A terra l’isola parla da sè… Il suo titolo di riserva sembra calzarle alla perfezione. Le sue rocce levigate dal vento e dalle correnti che si incrociano intorno ad essa sembrano delle vere sculture. Passeggiare, fare il bagno, stendersi al sole è un idillio di pace e serenità… E mentre sei lì e intorno a te vedi tanta bellezza naturale vorresti perderti in ogni sua piega.

Di solito quando vai a Lavezzi con la barca il mare è calmo e le previsioni non celano sorprese… Ma un buon comandante non può non scrutarne i presagi e deve restare sempre all’erta, anche se il meteo stima giorni e giorni di bonaccia! Quell’angolo di Paradiso che è l’isola di Lavezzi va sempre maneggiato con cura… Può trasformarsi in un piccolo inferno se il mare si inquieta!

La fortuna della mia prima visita a Lavezzi fece sì che potemmo trascorrere lì la notte… Ancorati a Cala della Chiesa, a sw dell’isola, ci assicurammo con le cime a terra e il mare calmo e le barche tutte in fila mi fecero pensare ad un ormeggio in banchina… C’era massima collaborazione tra marinai di professione e comandanti di esperienza in vacanza con le famiglie… L’aria che respirai fu di quiete e controllo totale, tanto che pensai che le mie preoccupazioni sul mare in prossimità di Bonifacio fossere un pò esagerate…

isola di Lavezzi
isola di Lavezzi

Le barche ancorate a pettine su quei pochi metri di sabbia disponibile sembravano dipinte in quella cala piena di suggestioni.

Preparai la cena mentre la mia bambina giocava nel pozzetto sotto i caldi raggi di un tramonto pieno di colori… Mentre tutti erano scesi a terra ad esplorare l’isola e i suoi tesori.

La serata si concluse con un drink sotto un cielo pieno di stelle che incorniciava quello spazio senza tempo in cui eravamo noi gli ospiti della natura… Non invasori, ma ospiti trattati con tappeto di velluto color mare…

Ma, nonostante la quiete di quella notte, l’alba ci catapultò in un giorno movimentato… al primo chiarore il vento da ovest ci costrinse ad allontanarci in fretta cercando di seguire la stessa traccia d’ingresso per evitare il pericolo dei numerosi scogli…

La quiete di quella splendida notte resta nel mio cuore così come l’isola…. Ci tornerò, tante altre volte spero… E ogni volta quel paesaggio appagherà ogni mia aspettativa…

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Zilla e il barattolo pieno di caramelle!

Pioveva… Era uno di quei pomeriggi noiosi e grigi e Zilla non aveva nessuna voglia di mettersi a guardare la tv…

Cominciò a gironzolare per la casa di campagna dei nonni e, ad un certo punto, si ritrovò tutto da da solo in soffitta!

La nonna era uscita a far compere e il nonno se ne stava mezzo addormentato sulla sua sedia a dondolo nella penombra del patio, cullato dal tepore della primavera…

Il piccolo monello cominciò frettolosamente a frugare nelle grandi scatole di cartone del nonno e in pochi minuti si dimenticò completamente di essere in soffitta… Aprì libri di fiabe pieni di polvere e sfogliandoli la sua fantasia prese il via in una folle corsa dal suo cuore fino ai suoi occhi…  Trovò una foto del nonno che teneva su un grosso pesce con aria orgogliosa e trionfante… Poi si trovò tra le manine un robottino mezzo arrugginito con un solo braccio che all’accensione del pulsante rosso cominciò a balbettare la parola ciao ad intermittenza… “ci-ci-ci- ciao—ci-ci-ci-ciao”… E uno splendido sorriso partì dagli occhi di Zilla fino a sfociare sul suo musetto…

Quante cose c’erano in quelle grandi scatole… Nemmeno la polvere riusciva a celarle e lui non sapeva da quale parte cercare tanto era curioso di veder tutto…

Mentre cercava di tirar giù un grande secchio che stava sulla mensolona di legno di quercia fece accidentalmente cadere un grosso barattolo di vetro… Per fortuna non si ruppe  e quando finì di rotolare sul pavimento si tirò su da solo… Già, proprio così, perchè aveva le gambe!!! Accidenti…!!!! Zilla balzò in piedi un pò preoccupato e anche incuriosito e restò distante ad osservarlo con fare molto intimorito… Il barattolo aveva anche due belle manine e, non meno importante, Zilla ci vide dentro un grazioso esserino con la faccia simpatica completamente ricoperta da caramelle!! Il suo amico si avvicinò e Zilla fece un passo indietro, ma quando furono faccia a faccia gli porse la sua mano e lo invitò a presentarsi: “Ehi ciao! Io mi chiamo Barattolo, vivo qui da un pò e devo dire che, a parte la polvere e i ragnetti che amano il profumo delle mie caramelle, qui si sta proprio bene!!”

In principio il piccolo Zilla si mostrò un pò reticente, ma trascorsi una manciata di nani secondi sfoderò il suo sorriso migliore che, incorniciato dai suoi occhietti furbi, lo trasformò in men che non si dica in un nuovo amico di Barattolo!!

Era fantastico…. Stava lì, tutto da solo nella soffitta del nonno, e davanti a lui aveva un mega Barattolo parlante che gli stava mostrando tutti i posti e le opportunità di gioco che si nascondevano in quella grande stanza sotto al tetto!!

Barattolo lo prese per mano e lo condusse dietro la grande tenda fatta di tessuto e ragnatele dove si nascondeva un grazioso topolino grigio che senza paura gli andò incontro e gli offrì un pezzetto di formaggio puzzolente! Zilla ci penso bene e si ricordò che quel pezzetto di formaggio lo aveva fatto cadere lui sotto al tavolo da pranzo e per non doverlo raccogliere gli aveva dato un calcio fino a farlo ruzzolare sotto al mobile della tv! Così Zilla sorrise rifiutando la gentile offerta del topino e continuò il suo viaggio di perlustarzione con Barattolo… Più a destra della tenda c’era persino il vecchio cane da caccia del nonno che se ne stava tutto tranquillo ad oziare proprio sotto l’unico raggio di sole che la crepa del tetto lasciava penetrare nella soffitta… Zilla gli fece una carezza e Barattolo gli raccontò di quanto fosse divertente vederlo litigare ogni mattina con le mosche che si posavano sul suo naso rossastro mentre riposava!!

“Cavolini…Questo posto è pieno di magia!!” esclamò la piccola peste guardandosi intorno… Barattolo, finito il giro della stanza, alzò la mano e svitò il tappo sopra la sua testa, si grattò un orecchio e prese una caramella…. Prese l’unica caramella che luccicava, ce l’aveva incastrata sotto il mento, ma con notevole abilità la tirò fuori e gliela porse… Zilla allungò la sua manina paffutella e mentre stava per afferarla, Barattolo chiuise la mano e gli disse: “Questa caramella è per te, ma sappi che non è una caramella come tutte le altre che hai mangiato fino ad oggi… Non appena la metterai nella bocca dimenticherai tutto quello che hai visto e che ci siamo detti in questa soffitta… Ma avrai la possibilità di portare con te l’oggetto che più ti piace senza che nessuno ti domandi dove te lo sei procurato!! ”

Zilla ci penso un attimo e la scartò subito ficcandosela golosamente in bocca e gustandola in tutto il suo mega sapore!!! Era buonissima… Ma mentre rilasciava tutto il suo sapore, si prendeva tutta la memoria di quegli ultimi istanti in compagnia di Barattolo…

Finita la super caramella, Zilla si guardò di nuovo intorno e vide la canna da pesca del nonno… La prese senza esitare e si tuffò verso l’uscita della soffitta, scese la lunga scala e chiese al nonno di portarlo a pescare…

Il nonno, già sveglio da un po’, si mise il berretto sul capo e salirono insieme sul camioncino verde bottiglia mezzo sgangherato… Arrivati al lago, seduti l’uno accanto all’altro, il nonno gli fece una carezza e lo guardò pieno di orgoglio come non aveva mai fatto prima… Gli fece l’occhiolino e gli disse… “La prossima volta dobbiamo portarci un barattolo con qualche dolcetto fatto dalla nonna!!!!!”

Zilla lo abbracciò e insieme restarono al lago fino al tramonto…….