Isola di Lavezzi

LAVEZZI…il mare che ti resta nell’anima… 41°20′27.3″N 9°15′14.8″E 

L’isola di Lavezzi…. Ricordi un pò offuscati di qualche anno fa … Il mare limpido, quasi “impalpabile” alla vista se mi è concesso questo gioco di parole…  Il mio primo approdo a Lavezzi fu pieno di entusiasmo, il timore di affrontare le rinomate bocche di Bonifacio, gli scogli che tempestano tutta la sua costa, il silenzio dell’isola che la fa sembrare quasi una terra senz’anima…

A terra l’isola parla da sè… Il suo titolo di riserva sembra calzarle alla perfezione. Le sue rocce levigate dal vento e dalle correnti che si incrociano intorno ad essa sembrano delle vere sculture. Passeggiare, fare il bagno, stendersi al sole è un idillio di pace e serenità… E mentre sei lì e intorno a te vedi tanta bellezza naturale vorresti perderti in ogni sua piega.

Di solito quando vai a Lavezzi con la barca il mare è calmo e le previsioni non celano sorprese… Ma un buon comandante non può non scrutarne i presagi e deve restare sempre all’erta, anche se il meteo stima giorni e giorni di bonaccia! Quell’angolo di Paradiso che è l’isola di Lavezzi va sempre maneggiato con cura… Può trasformarsi in un piccolo inferno se il mare si inquieta!

La fortuna della mia prima visita a Lavezzi fece sì che potemmo trascorrere lì la notte… Ancorati a Cala della Chiesa, a sw dell’isola, ci assicurammo con le cime a terra e il mare calmo e le barche tutte in fila mi fecero pensare ad un ormeggio in banchina… C’era massima collaborazione tra marinai di professione e comandanti di esperienza in vacanza con le famiglie… L’aria che respirai fu di quiete e controllo totale, tanto che pensai che le mie preoccupazioni sul mare in prossimità di Bonifacio fossere un pò esagerate…

isola di Lavezzi
isola di Lavezzi

Le barche ancorate a pettine su quei pochi metri di sabbia disponibile sembravano dipinte in quella cala piena di suggestioni.

Preparai la cena mentre la mia bambina giocava nel pozzetto sotto i caldi raggi di un tramonto pieno di colori… Mentre tutti erano scesi a terra ad esplorare l’isola e i suoi tesori.

La serata si concluse con un drink sotto un cielo pieno di stelle che incorniciava quello spazio senza tempo in cui eravamo noi gli ospiti della natura… Non invasori, ma ospiti trattati con tappeto di velluto color mare…

Ma, nonostante la quiete di quella notte, l’alba ci catapultò in un giorno movimentato… al primo chiarore il vento da ovest ci costrinse ad allontanarci in fretta cercando di seguire la stessa traccia d’ingresso per evitare il pericolo dei numerosi scogli…

La quiete di quella splendida notte resta nel mio cuore così come l’isola…. Ci tornerò, tante altre volte spero… E ogni volta quel paesaggio appagherà ogni mia aspettativa…

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Zilla e il barattolo pieno di caramelle!

Pioveva… Era uno di quei pomeriggi noiosi e grigi e Zilla non aveva nessuna voglia di mettersi a guardare la tv…

Cominciò a gironzolare per la casa di campagna dei nonni e, ad un certo punto, si ritrovò tutto da da solo in soffitta!

La nonna era uscita a far compere e il nonno se ne stava mezzo addormentato sulla sua sedia a dondolo nella penombra del patio, cullato dal tepore della primavera…

Il piccolo monello cominciò frettolosamente a frugare nelle grandi scatole di cartone del nonno e in pochi minuti si dimenticò completamente di essere in soffitta… Aprì libri di fiabe pieni di polvere e sfogliandoli la sua fantasia prese il via in una folle corsa dal suo cuore fino ai suoi occhi…  Trovò una foto del nonno che teneva su un grosso pesce con aria orgogliosa e trionfante… Poi si trovò tra le manine un robottino mezzo arrugginito con un solo braccio che all’accensione del pulsante rosso cominciò a balbettare la parola ciao ad intermittenza… “ci-ci-ci- ciao—ci-ci-ci-ciao”… E uno splendido sorriso partì dagli occhi di Zilla fino a sfociare sul suo musetto…

Quante cose c’erano in quelle grandi scatole… Nemmeno la polvere riusciva a celarle e lui non sapeva da quale parte cercare tanto era curioso di veder tutto…

Mentre cercava di tirar giù un grande secchio che stava sulla mensolona di legno di quercia fece accidentalmente cadere un grosso barattolo di vetro… Per fortuna non si ruppe  e quando finì di rotolare sul pavimento si tirò su da solo… Già, proprio così, perchè aveva le gambe!!! Accidenti…!!!! Zilla balzò in piedi un pò preoccupato e anche incuriosito e restò distante ad osservarlo con fare molto intimorito… Il barattolo aveva anche due belle manine e, non meno importante, Zilla ci vide dentro un grazioso esserino con la faccia simpatica completamente ricoperta da caramelle!! Il suo amico si avvicinò e Zilla fece un passo indietro, ma quando furono faccia a faccia gli porse la sua mano e lo invitò a presentarsi: “Ehi ciao! Io mi chiamo Barattolo, vivo qui da un pò e devo dire che, a parte la polvere e i ragnetti che amano il profumo delle mie caramelle, qui si sta proprio bene!!”

In principio il piccolo Zilla si mostrò un pò reticente, ma trascorsi una manciata di nani secondi sfoderò il suo sorriso migliore che, incorniciato dai suoi occhietti furbi, lo trasformò in men che non si dica in un nuovo amico di Barattolo!!

Era fantastico…. Stava lì, tutto da solo nella soffitta del nonno, e davanti a lui aveva un mega Barattolo parlante che gli stava mostrando tutti i posti e le opportunità di gioco che si nascondevano in quella grande stanza sotto al tetto!!

Barattolo lo prese per mano e lo condusse dietro la grande tenda fatta di tessuto e ragnatele dove si nascondeva un grazioso topolino grigio che senza paura gli andò incontro e gli offrì un pezzetto di formaggio puzzolente! Zilla ci penso bene e si ricordò che quel pezzetto di formaggio lo aveva fatto cadere lui sotto al tavolo da pranzo e per non doverlo raccogliere gli aveva dato un calcio fino a farlo ruzzolare sotto al mobile della tv! Così Zilla sorrise rifiutando la gentile offerta del topino e continuò il suo viaggio di perlustarzione con Barattolo… Più a destra della tenda c’era persino il vecchio cane da caccia del nonno che se ne stava tutto tranquillo ad oziare proprio sotto l’unico raggio di sole che la crepa del tetto lasciava penetrare nella soffitta… Zilla gli fece una carezza e Barattolo gli raccontò di quanto fosse divertente vederlo litigare ogni mattina con le mosche che si posavano sul suo naso rossastro mentre riposava!!

“Cavolini…Questo posto è pieno di magia!!” esclamò la piccola peste guardandosi intorno… Barattolo, finito il giro della stanza, alzò la mano e svitò il tappo sopra la sua testa, si grattò un orecchio e prese una caramella…. Prese l’unica caramella che luccicava, ce l’aveva incastrata sotto il mento, ma con notevole abilità la tirò fuori e gliela porse… Zilla allungò la sua manina paffutella e mentre stava per afferarla, Barattolo chiuise la mano e gli disse: “Questa caramella è per te, ma sappi che non è una caramella come tutte le altre che hai mangiato fino ad oggi… Non appena la metterai nella bocca dimenticherai tutto quello che hai visto e che ci siamo detti in questa soffitta… Ma avrai la possibilità di portare con te l’oggetto che più ti piace senza che nessuno ti domandi dove te lo sei procurato!! ”

Zilla ci penso un attimo e la scartò subito ficcandosela golosamente in bocca e gustandola in tutto il suo mega sapore!!! Era buonissima… Ma mentre rilasciava tutto il suo sapore, si prendeva tutta la memoria di quegli ultimi istanti in compagnia di Barattolo…

Finita la super caramella, Zilla si guardò di nuovo intorno e vide la canna da pesca del nonno… La prese senza esitare e si tuffò verso l’uscita della soffitta, scese la lunga scala e chiese al nonno di portarlo a pescare…

Il nonno, già sveglio da un po’, si mise il berretto sul capo e salirono insieme sul camioncino verde bottiglia mezzo sgangherato… Arrivati al lago, seduti l’uno accanto all’altro, il nonno gli fece una carezza e lo guardò pieno di orgoglio come non aveva mai fatto prima… Gli fece l’occhiolino e gli disse… “La prossima volta dobbiamo portarci un barattolo con qualche dolcetto fatto dalla nonna!!!!!”

Zilla lo abbracciò e insieme restarono al lago fino al tramonto…….

Isola di Tavolara

TAVOLARA… piedi nel mare e sguardo sulla montagna… 40°54′22.32″N

Ogni volta che arrivo a Tavolara ho la stessa sensazione di andare a trovare un’amica… E’ un posto tranquillo, i suoi 500 metri di altezza mi fanno sentire coccolata come in un abbraccio… La spiaggia di Spalmatore è accogliente e la sera si spopola lasciando che le stelle diventino le uniche protagoniste capaci di illuminare la parete rocciosa…

C’è una simpatica e utile curiosità su Tavolara, essa è un luogo in cui la natura manifesta evidenti segni premonitori del tempo… Quando la sommità dell’isola viene offuscata dalla nebbia è previsto un rinforzo del vento levante…. Lo scirocco è annunciato attraverso la presenza di nuvole che coprono l’isola, mentre il vento da nord si può prevedere quando le nuvole sfilettate verso sud si depositano all’estremo est dell’isola…. Insomma, previsioni meteo alla mano!

L’ancoraggio a Cala Spalmatore offre un fondale sabbioso molto accogliente e una spiaggia davanti su cui fare splendide passeggiate fino a spingersi dall’altra parte dell’isola.

Una cosa molto suggestiva, che ho visitato durante il mio primo approdo a Tavolara, è il cimitero. Il sole gli dona una miriade di sfumature color sabbia e i colori dei sassi che lo compongono sfiorano qualunque tonalità della terra sabbiosa che lo circonda!

Una delle cose più belle di Tavolara è vedere le sue due facce… Di giorno, affollata e violata in ogni suo spazio dalle numerose persone che si recano a visitarla… Di notte silenziosa, dormiente e solitaria come un’isola rta.

La faccia diurna dell’isola mi piace per la solarità, per il suo carattere turistico e anche un pò indisciplinato… Si può mangiare al ristorante, stendersi al sole o semplicemente passeggiare… Poi al calare del sole il rumore delle voci del giorno lascia il posto a quello del mare… La spiaggia di Spalmatore è punteggiata di gigli di mare e di una vegetazione mediterranea che la rende piacevolomente selvaggia alla vista!

Ho trascorso numerose notti all’ancora nella rada di Tavolara e mi sento un pò come a casa mia avvolta da quel panorama estivo e gioviale…

 

Ale, il pirata col sole nel cuore…

Ale il pirata col sole nel cuore….

“Domattina al sorgere del sole tutti sul ponte principale per fare il punto della situazione…”…. Fu questo l’ultimo degli ordini del comandante Ale … Un ragazzo ancora giovane per ricoprire quel ruolo di responsabilità…. Ma pieno di sogni e con gli occhi furbi e scattanti!
Quella notte fu molto lunga, anzi lunghissima…. Il mare era in tempesta e la ciurma cominciava ad essere esausta. La cambusa scarseggiava e i marinai chiedevano cibo e riposo….. E, cosa ancor più grave, il sole tardava a sorgere….. Gia’ il cielo era ancora nero ed ostile…. Le onde si agitavano intorno a Luan e il comandante Ale era davvero preoccupato….
I cannocchiali scrutavano l’orizzonte senza vedere nemmeno un raggio di sole in arrivo…. E, mentre Ale sorvegliava la nave ed il suo equipaggio, noto’ qualcosa di strano sotto il mare…. Una grande sfera luminosa sommersa…. Non ci mise molto a capire che quello era il sole…..

Subito chiamò i suoi uomini migliori e insieme a loro cercò di trovare un senso e, soprattutto, una soluzione…. Cosa era successo al sole? Perché invece di sorgere era li sotto? Nessuno sapeva darsi una risposta!
I gabbiani volavano intorno alla grande nave e in quel momento Ale ebbe una delle sue brillanti idee….
Senza il sole la terra non sarebbe sopravvissuta a lungo e bisognava tirarlo fuori di lì….
Il cibo rimasto a bordo era poco ma decise ugualmente di tentare l’impossibile…. Avrebbe attirato tutti i gabbiani con le ultime provviste e con essi i delfini e i tonni….
Avrebbe sacrificato la sua vela più grande per trasportare il sole con il loro aiuto….
I marinai cominciarono a gettare le riserve di cibo nel mare, a centinaia si avvicinarono i piu grandi esemplari di cetacei, e poi squali, tonni e sardine…. Piccole, ma a migliaia….
Ale ordinò di stendere la vela nell’acqua e fu lui stesso a calarsi con essa rischiando la sua stessa vita …. Fu in quel momento che vide una enorme distesa di plancton formare una grande sfera luminosa sotto di loro…. Gli occhi della ciurma erano increduli, nulla si era mai visto prima di cosi magico e irreale…. La natura stava obbedendo al piu valoroso dei pirati…. Al pirata del sole….
I raggi appena emersi già cominciavano a scaldare l’aria e si formò una lunga scia luminosa di plancton che spinse il sole sorreggendolo e lo portò verso est….
Quando fu finalmente giorno e la luce illuminava i dorsi dei pesci che si allontanavano,  i marinai si accorsero che nessuno di essi aveva mangiato le loro provviste tutte ancora intatte sulla vela bianca di Luan…. Ale non aveva salvato solo il sole, con esso aveva dato la vita a tutti quegli animali accorsi in suo aiuto e loro gliene erano grati…. Quella fu la giornata di sole più lunga che l’equipaggio avesse mai visto…. E da quel giorno ogni sera, prima di coricarsi, tutti invocavano il sole di tornare l’indomani mentre fissavano l’orizzonte…..

Viola, Vik, Lulù e il distributore magico di perle…

VIOLA, VIK, LULU’ E IL DISTRIBUTORE MAGICO DI PERLE…

Mentre il vento soffiava forte e le onde si facevano sempre più grandi… I due comandanti delle barche a vela cercarono riparo in una piccola baia poco distante.
La luna quella notte era molto debole… Il suo chiarore si rifletteva a malapena sul manto del mare che, in quel piccolo angolo di costa, sembrava essere finalmente quieto.
Le ancore erano ben affondate nel fondo sabbioso e le piccole marinaie potevano dormire sonni tranquilli e indisturbati!
Fu un riposo lungo e silenzioso… Mentre il sole cominciava a schiarire il cielo ancora imbrunito da quella notte stellata, i primi raggi penetravano dalla tenda dell’oblò della cabina di poppa… La prima ad aprire gli occhi a quel nuovo giorno di vacanza fu, come al solito, Vik che con fare assonnato cominciò a cercare confusamente i suoi occhiali, compagni indispensabili di ogni avventura! Non appena i suoi occhietti scuri si trovarono dietro a quelle grandi lenti Vik si guardò intorno e svegliò subito, o almeno ci provò, la sua dolce Viola…
All’inizio non fu affatto facile interrompere il “letargo” della piccola avventuriera, più Vik la scuoteva e più lei ronfava beatamente nel lettone… Le onde la cullavano e non aveva nessuna voglia di aprire gli occhi… Così fu prima il turno di Lulù che, senza pensarci troppo, si voltò verso Viola e le diede uno scossone sulla faccia che la svegliò in quattro e quattr’otto!
Insomma erano pronte… La pensierosa, la spiritosa e la sdentata… Un’altra avventura le attendeva su quella bellissima spiaggia bianca!
La prima a saltare sul tender fu Vik… Giubbotto di salvataggio allacciato e sguardo perso nell’orizzonte!
Poi toccò a Lulù scendere… Non voleva seguire le procedure di sicurezza e ci fu una lunga lotta tra il giubbotto color arancio e il suo musetto ribelle…!
Infine Viola, con fare organizzato prese il vhf mezzo scarico del suo papà e si tuffò nel tender con il nasino ancora pieno di crema solare spalmata frettolosamente!
C’erano tutte… La missione primo giorno di vacanza stava per cominciare… Via con l’acceleratore e subito l’acqua cominciò a bagnare i capelli spettinati dal vento… La spiaggia era vicina e in pochi istanti si trovarono sul bagnasciuga a giocare e rincorrersi baciate da uno splendido sole che cominciava a farsi alto!
Lulù aveva con sè un sacchetto dove mettere le conchiglie, Viola raccoglieva i piccoli frammenti di vetro consumati dal mare custodendoli come diamanti, Vik era alla ricerca di sassolini colorati e di bastoncini di legno…. E i due papà, i comandanti, distesi sulla spiaggia a contemplare il mare dietro i loro occhiali da sole e sotto i grandi cappelli di paglia… E ogni tanto uno sguardo alle piccole pesti che non dovevano essere perse di vista!
Già… Non dovevano esser perse di vista, ma intanto… Intanto Lulù si era infilata in una piccola insenatura nello scoglio inseguendo un granchietto rosa che se la stava svignando dalla piccola canaglia… Si era allonantata un pò troppo, ma per fortuna Viola si accorse di lei e andò a recuperarla per riportarla alla spiaggia dove Vik stava lavando nel secchiello tutte le pietroline e conchiglie raccolte… Era un bel bottino, pieno di forme e di colori, avrebbero fatto delle meravigliose collanine da vendere sulla spiaggia e nel porto…
Mentre Viola si avvicinava a Lulù si sentì chiamare da una vocina piccola piccola, si guardò intorno, ma non vide nessuno… Ma la vocina continuava a chiamare e così si accorse che sulla sabbia c’era una bellissima conchiglia luccicante, i suoi colori perlacei attirarono subito la sua attenzione… Era grigia con dei magnifici riflessi viola e la bambina allungò la sua manina verso di lei per prenderla… Quando la guardò da vicino si accorse che era piena di perle e continuava a singhiozzarne fuori a centinaia… “Lulù guarda…” gridò verso la sua cuginetta… ” Ci sono un milione di perle, siamo riccheee!!!!”… Lulù corse verso di lei e arrivò subito anche Vik che, quando vide la conchiglia e tutte le perle, cominciò a saltare dalla gioia e si abbracciarono dalla felicità…
Erano fuori controllo, non sapevano cosa fare… Così Vik si tolse il cappello e ci mise affannatamente tutte le perle e anche la conchiglia magica… Ma continuavano ad arrivarne altre e il cappello si faceva piccolo, così Lulù prese il grande pareo della mamma e lo annodò a forma di borsa…
“Accidenti sono davvero tante…” gridò Viola mentre correva col cappello tra le mani…
Ce ne erano di tutti i colori e profumavano di mare… Già immaginavano le belle collane sistemate sul telo pronte da vendere… Ed erano tutte entusiaste mentre correvano verso la spiaggia… Ma in quel momento Viola sentì la vocina chiamarla di nuovo e si fermò… In ginocchio sulla sabbia col suo faccino attaccato alla conchiglia, i suoi occhioni teneri e furbetti erano pieni di curiosità… La vocina si fece più forte e tutte e 3 si trovarono in cerchio ad ascoltarla… Una missione per loro. Aveva una missione per loro… Dovevano aiutarla a tornare nel mare e renderle tutte le perle… Dovevano restituire ogni perla al mare perchè da ognuna di esse sarebbe nato un delfino…
“Abbiamo una missione!!!” Gridò Lulù col suo sorrisone sdentato stampato sul volto… “Corriamo… Salviamo i delfini…”
Viola e Vik la seguirono senza esitare e portarono tutte le perle con loro… Presero la tavoletta gonfiabile di Vik e cominciarono a nuotare… Viola prese un mucchietto di perle e cominciò a lanciarle qua e là intorno a loro… Lulù svuotò il cappello e le vide affondare nel blu una ad una… Vik prese il pareo e lo scosse senza timore lasciando che si disperdessero tutti i tesori nel mare… E infine la conchiglia… La splendida conchiglia smise di singhiozzare perchè la stavano salvando… Le guardò per l’ultima volta e una vaporosa polvere di stelle e sabbia luccicante la fece balzare giù da sola nel mare… E i tre musetti delle bambine restarono senza parlare per un pò… Quando tornarono verso la spiaggia i papà le attendevano per rientrare in barca per il pranzo… E mentre il tender tirava dritto loro guardavano dietro e si accorsero che avevano al collo ognuna una perla legata ad un laccio…. Era la loro ricompensa…. e tutte le sere al tramonto la guardavano e ci vedevano riflesso dentro un delfino…..

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