Grammatica Inclusiva… Uomini vs donne ?

regola della prossimità

GRAMMATICA INCLUSIVA.
Qualche giorno fa un mio collega mi ha parlato di una polemica che sta dilagando in Francia e in altri paesi, riguardo la “grammatica inclusiva”. Ora io non sono nessuno per dire se sia o meno una polemica di rilievo dal punto di vista umano, ma a me, francamente, fa sorridere! In un mondo viziato dai problemi razziali, dalla crisi economica, dalla povertà che in alcuni paesi ha superato le soglie umane… Sinceramente parlare di “maschile o femminile” quando si tratta l’argomento grammatica mi lascia senza parole.

Io sono un’appassionata di grammatica. Lo sono sempre stata, fin dai tempi della scuola elementare e ad oggi, nonostante scriva milioni di parole, accenti, virgole, verbi e tanto altro, non mi è mai capitato di sentire la necessità di dare una svolta alla grammatica italiana!! Trovo, al contrario, che un italiano appassionato di scrittura, sia più fortunato rispetto ad un inglese che ha a disposizione una quantità minima di vocaboli per suscitare interesse verso ciò che vuole esprimere!

Non sono un’anticonformista (nota bene ho messo l’apostrofo perchè sono una LADY), non sono femminista ( senza l’articolo avrete comunque capito che si tretta di me !) e, sinceramente, come donna ho interesse ad emergere non tanto in una frase grammaticalmente più precisa, ma in una società in cui, talvolta, fatico ancora a sentirmi adeguata!
Comprendo perfettamente la disparità che emerge dalla dominanza del maschile rispetto al femminile. Anche un solo uomo in una frase che include 100 donne riesce ad avere la meglio aggiudicandosi il suo ruolo “dominante” che, con prepotenza, include anche le signore che ne fanno parte. Eppure è così da sempre.

Amici o amiche?

Tempo fa mi è capitato di organizzare una cena tra amiche(solo donne!). Tra queste una “maltese” che parla e scrive discretamente in italiano, ma con la quale ho sempre piacere a comunicare in lingua inglese. Insomma, prendo il telefono e vado sui messaggi. Al momento di scrivere mi rendo conto che una cena solo AMICHE in inglese è tradotta come FRIENDS… Ciò mi fa pensare che forse lei potrebbe venire accompagnata dal marito perchè non le è chiaro il concetto di esclusività femminile! Quindi mi vedo costretta ad aggiungere la parola chiave DONNE (Women) per farle meglio capire che non deve venire con suo marito… Ne risulta che ho dovuto articolare maggiormente la frase per spiegare lo stesso concetto!

Siamo davvero sottomesse dalla grammatica?

Ora non voglio dire che il femminile nella grammatica non sia importante, voglio solo dissociarmi a gran voce da chi ne fa una ragione di vita… Da chi(o dalla quale!) si sente così fortemente discriminata a livello sociale. Il punto è che essere una donna è una cosa che ci mette già in risalto sotto molti punti di vista, quello estetico, quello sensibile, quello umano… Pertanto mi sento più propensa a lavorare sulla difficoltà di affermare altre caratteristiche che contraddistinguono l’universo femminile!
E’ chiaro che la grammatica inclusiva è solo una scusa per sottolineare la “prepotenza sociale” degli uomini. Siamo in un’epoca in cui tutto deve essere semplificato. La comunicazione, ormai quasi unicamente digitale, deve uniformarsi agli standard e non perdersi in sfumature di ordine grammaticale.

Pensiamo alle cose importanti…

E’ sufficiente fare un tour virtuale nei social di successo per accorgersi che la grammatica, quella corretta, è l’ultimo dei problemi che affliggono le persone. Prima di complicare la vita ai bambini che iniziano a scrivere e a leggere, mi preoccuperei di aiutarli a prendere possesso dell’uso dell’ H all’interno di un discorso. Poiché questo suono è muto continua a confondere le persone anche in età adulta e altera non poco l’armonia di molti post sul web…
Quando l’era digitale non aveva ancora un posto così totalitario nella nostra vita, era rara l’occasione di mettere nero su bianco i nostri pensieri. Oggi siamo completamente bersagliati da tastiere, tasti T9 (che ci tradiscono sul più bello), parole di uso internazionale che sono entrate nel nostro linguaggio quotidiano… E infine, ma non meno importante, l’esigenza di scrivere sui social quello che stiamo facendo, come la pensiamo riguardo qualcosa, a che ora andremo in palestra e quanto siamo innamorati/e di chi dorme al nostro fianco… Talvolta allo scopo di attirare l’attenzione di chi dorme a fianco di altri!!!!!
Lo so che sembra una barzelletta… Sto divagando, ma mi rendo conto che maschile o femminile che sia una parola, ciò non cambierà la realtà dei fatti. Se poi si vuole fare di questo argomento una polemica… Che la si faccia, ma io resto della mia -modestissima- idea che noi donne abbiamo altro a cui pensare!! Io mi preoccuperei più di occuparci dei nostri figli che stanno vivendo, anzi crescendo in un’era in cui i valori si identificano attraverso facebook, in una società dove una ragazza si rappresenta attraverso un selfie davanti allo specchio… La scuola non ha più quel ruolo educativo da cui emerge autorità, ma solo è un periodo di transizione tra l’essere giovani e il rimpiangerlo! Educhiamo le nostre figlie femmine a farsi rispettare non solo sui messaggi del cellulare, ma tra i banchi di scuola, nel lavoro, in famiglia! Insegnamo ai nostri figli maschi a dare spazio nella loro vita al rispetto per le donne che incontrano! La grammatica può aspettare… Abbiamo fatto tanti passi per ribaltare alcune convinzioni sociali sulla differenza tra i sessi… Viviamo in un pianeta pieno di problemi e non ha importanza che sesso abbiano… Soprattutto perchè poi ne risulterebbe che gli omosessuali avrebbero da ridire, giustamente, anche loro sulla grammatica!!! E siccome io penso che siamo tutti ESSERI UMANI, uomini, donne, omosessuali, adulti e bambini… Non conta come lo si spiega un concetto, ma conta cosa voglia esprimere!

Cento folletti nel giardino incantato…

Era un giardino davvero grande, pieno di siepi rigogliose e di fiori colorati dal profumo intenso. C’erano bacche rosse che sbucavano da foglioline appuntite e campanelline rosa appese a ramoscelli esili e dondolanti. L’erba a terra era verde e tenera e i grilli saltellavano indisturbati da un capo all’altro del giardino più bello della città…

Il giardino incantato. Ma quello che non tutti sapevano è che fosse un giardino magico. Uno di quei posti che esistono solo nelle favole, quelli in cui vivono le fate che volano di fiore in fiore… Quelli in cui ai piedi di un albero gigante potresti scovare cento buffi e ridenti folletti vestiti di verde!

Matilde era una bambina molto curiosa. Sempre alla ricerca di qualcosa da scoprire, sempre con lo sguardo pronto a scovare i segreti del mondo… Non sapeva proprio rinunciare al suo vizio di indagare ciò che le appariva misterioso.

Un giorno, mentre tornava a casa dopo la scuola, vide il cancello del giardino incantato socchiuso e non riuscì a resistere alla forte tentazione di entrare. “WOWWWW…!! ” , esclamò alla vista di quel posto tanto meraviglioso… Tutti quei colori l’attraevano come un orso col miele e, mentre continuava a volteggiare tra i fiori e la natura con la testa che le girava, cadde sfinita sul prato morbido come un tappeto di velluto. Provava la stessa sensazione di posare la sua testa sul dorso del suo gatto Tea!

gatto ciabatta
Il gatto Tea

Continuava a guardare il cielo da sdraiata e le sembrava un sogno. Osservava da vicino le farfalle svolazzanti di fiore in fiore con quei musetti che le facevano assomigliare a dei mostriciattoli e quelle ali che le facevano sembrare delle ballerine.

farfalle danzanti

Matilde era sempre più incuriosita da quel mondo che non aveva mai osservato così da vicino e si sentiva rapita dalla bellezza di quel giardino che non aveva mai potuto visitare prima di quel giorno, ma che aveva sempre immaginato…

Si accorse della presenza di una fitta tela, fatta da fili sottili e imprecettibili, che le pendeva proprio davanti al faccino e restò ad osservarla senza muoversi aspettando di conoscere il padrone di casa… Il sole filtrato dalla trama le attraversava la frande frangia rossa di capelli, che le copriva, a tratti, gli occhi. Sembrava che ci fossero delle goccioline appiccicose su tutta la superficie e scrutandola per bene, Matilde si accorse della presenza di piccoli moscerini rinseccoliti tra un giro e l’altro dell’attenta tessitura. Mentre la bambina osservava tanti particolari curiosi, vide sbucare da un lunghissimo filo sottile, che teneva la tela attaccata all’albero, un ragnetto molliccio con la faccia antipatica e impertinente. La piccola fece un sobbalzo che la fece rotolare sotto una bellissima rosa gialla.

Le spine furono la prima cosa a colpire l’attenzione della piccola e inarrestabile curiosona… Erano enormi e molto robuste, di sicuro avrebbero npotuto strapparle la veste se si fosse spinta troppo in là scappando dal ragno antipatico! Quando si soffermò ad ammirare la maestosa rosa dai vellutati petali color ambra, subito Matilde comprese la motivazione di tante guardie appese al lungo gambo, pronte a proteggere la regina del giardino incantato…

rosa gialla

Mentre continuava a guardare quel magnifico paesaggio, fino ad allora sconosciuto ai suoi occhi, non potè far a meno di notare due meravigliosi uccellini volteggiare tra i rami di una grande magnolia piena di grandi fiori biancastri. Con grande invidia, la piccola Matilde pensò che volare doveva essere una sensazione unica…

Il cielo azzurro e il sole più splendente che mai, facevano da cornice a quel giardino fatato e all’apparenza disabitato, ma visitato, in tutti i suoi strati e angoletti più nascosti, da tanti esseri diversi tra loro e unici nel loro genere.

Matilde rovistò nella sua borsa della scuola e tirò fuori una splendida macchina fotografica, un oggetto di obbligo per una bambina così curiosa del mondo e sempre in cerca di avventura. Chiuse un occhio e arricciando il naso lentigginoso cominciò a scattare un susseguirsi di immagini senza pensarci troppo…

Foglie, fiori, sassolini dalle strane forme… Insetti sconosciuti e pezzetti di corteccia ai piedi dei grandi pini secolari. Immortalò qualunque cosa le capitasse davanti all’obbiettivo e, in punta di piedi, attraversò quel regno incontaminato dirigendosi verso il cancello in ferro battuto da cui era entrata di nascosto… Per uscirne, stavolta, con la stessa fugace camminata, ma con un’aria molto soddisfatta che non celava certo la sua momentaneamente sazia curiosità!

Un segreto pieno di magia…

Tornata a casa, la mamma, abituata ai ritardi di Matilde, non le chiese quale attrattiva l’avesse trattenuta stavolta nel tornare da scuola. Dopo mangiato la ragazzina prese la sua FG 700 SUPER ZOOM per ammirare  sullo schermo del suo computer sgangherato, il susseguirsi di scatti rubati a quell’angolo di mondo chiamato GIARDINO INCANTATO… Erano delle foto bellissime! Quelle immagini rendevano perfettamente giustizia ai colori dei papaveri, alle rose lungo il muro di cinta e alle chiome degli alberi alti fino al cielo…

Mentre le sfogliava freneticamente, Matilde tornò indietro col mouse notando un particolare che le fece battere il cuore a rallentatore… Cosa si celava dietro ai funghetti ai piedi del pino? Una strana immagine faceva capolino dai morbidi e carnosi cappelli dei funghetti… Era un folletto!

Ritorno al giardino…

Matilde era incredula e continuava a fissare quella fotografia come una pazza visionaria e, sbigottita, scoprì con i suoi occhi che quel giardino era davvero incantato! Calzò le scarpe da tennis senza neanche slacciarle e andò nella stanza di suo fratello Antonio. Lo afferrò per un braccio per farsi accompagnare con l’auto al giardino incantato. Antonio non riuscì neanche a chiedere cosa stesse succedendo che già i due si trovavano all’ombra del grande pino secolare! Matilde, con le mani sporche di terra, prese a rovistare tra i funghetti e scorse un piccolo esserino. Indossava un cappello appuntito più delle spine della rosa gialla e aveva delle orecchie lunghe come un ago del pino… Li aveva trovati!! Erano i “cento folletti del giardino incantato”, manutentori di un paradiso verde e profumato. Antonio, da principio con aria distaccata, ma poi con la medesima passione, poggiò la sua mano destra sul mucchietto di terra accanto a sua sorella e un paio di esserini gli saltarono sul polso, sorridenti e per nulla spaventati dalla loro presenza.

Poi ne arrivò un altro, e un altro ancora… Per terminare con un esserino vestito di blù con aria un pò titubante, ma favorevole al dialogo. Il nanetto blu guardando i ragazzi scoppiò in una grossa risata e disse loro: “Bene, ora ci avete visto e siete sorpresi dalla nostra presenza, ma questo è il nostro mondo e siete voi gli intrusi, perciò… Se volete continuare a trovarci qui, dovete custodire per sempre il segreto del nostro regno…

Malta e il primo giorno di scuola!

Malta, 25 settembre 2016

REC < Sembra proprio che stiamo facendo sul serio qui a Malta… Non sto sognando! E’ notte e il buio mi impedisce di fermare tutti questi pensieri che scorrono davanti a me… Domani non sarà un primo giorno di scuola come tutti gli altri, tra poche ore li lancerò in un mondo nuovo, sconosciuto… E non so se gli piacerà!

Mi sento agitata e anche responsabile per quello che li attende, c’è una parte di me che vorrebbe accompagnarli e tenerli stretti tutto il tempo, ma so che se la caveranno… Come sempre del resto!

In fondo siamo solo in transito, non siamo altro che vacanzieri con le valigie più grandi! Mi manca la nostra “normalità”, ma questa sottile follia del nostro vivere mi dà emozioni che la quotidianità non sa più darmi da tempo.

La lingua, le persone, tutto è diverso e tutto è da scoprire quando vai a vivere in un’altra nazione… Mi sento orgogliosa di aver saputo mettermi in gioco senza nemmeno un jolly tra le mani… Ho tutte carte “spajate” che non fanno un tris, ma ognuna di esse aspetta di assegnarmi un punto! La prima carta è un due di picche, ci serve una casa vera, ma non so da dove cominciare !!

Malta, 26 settembre 2016 Ci siamo!

Quanta emozione… Lasciargli la mano e tenere i loro cuori dentro al mio… Ognuno di loro con la sua emotività … Cosi apparentemente diversi nel gestire le loro sensazioni. Non un semplice primo giorno di scuola, ma un ingresso in un mondo nuovo… Come un piccolo salto nel buio dove ogni meccanismo è diverso dalle abitudini di sempre… Dove esprimersi e dire qualcosa può essere un’ impossibilità…
Ma con grande carattere ce l’hanno fatta e con un po’ di senso di colpa giro le spalle alla scuola pensando a cosa riserva loro il futuro…
Mentre la mattinata scorre ho un pensiero fisso nella mente… L’attesa di abbracciarli, di leggere nel loro volto un segno di positività all’uscita della scuola… Spero in un sorriso… Uno sguardo… Addirittura un nuovo “amico” con cui condividere l’emozione di questo primo giorno dal sapore speciale!
E quel momento… Quando li posso finalmente riabbracciare mi toglie ogni peso dal cuore… Ora ci sono io con loro… Ci sono mamma e papà!❤

I giorni passano e mi sento ancora su un’astronave… Mi guardo intorno e comincio a vedere strade più familiari di altre… Guido nella mia corsia ancora un po’ impacciata cercando di non darlo a vedere e loro mi seguono… Non si perdono nulla di tutti i passi che faccio… Si adeguano meravigliosamente al nostro girovagare senza meta… Senza impegni… Senza amici… !

Ma sono forti e sanno che presto sarà tutto più facile… Non si perdono d’animo e vanno avanti a testa alta… Senza esitazione.

La scuola non somiglia affatto a quella di sempre… Nemmeno l’orario della sveglia che trilla quando in porto ci sono ancora le luci dei pontili…
Eppure a sbadigli la mia piccola si trascina arrancando fino al divano in dinette e con forza e coraggio trova la forza di aprire i suoi occhioni color mare…
Già… Il mare, sempre lui… Che ci ha portati quaggiù e che ancora ci culla ogni notte in attesa di trovare una casa giusta per noi!
Questa routine fatta di scuola e compiti… Di divise e di giri per acquisti di scuola… La sera si affievolisce quando rientriamo in barca con fare alternativo!! Siamo noi… Quelli che vivono in barca e cercano una casa entrando nelle agenzie! Siamo quelli che stendono la divisa ad asciugare  sulle draglie d’acciaio… Siamo i turisti che non sono più turisti, quelli che il toro lo prendono per le corna prima che sia lui a prendere loro!!! Cerco di guardarmi dall’alto e un pò mi viene da sorridere…
D’altro canto le avventure sono belle per questo… Perché hanno un sapore strano che poco assomiglia alla vita degli altri… Ma che in fondo è più vita di qualunque vita!
Il tempo è grigio nella prima settimana di scuola… Un unico breve giro al parco e poi sempre a scappare dal temporale… Sembra che qui non piova mai… Quindi per tutto l’inverno forse siamo a posto!
La sera chiudiamo la nostra porticina e restiamo dentro abbracciati… guardiamo la tv italiana e ci sentiamo a “casa”… Non ci sono tutte le persone che amiamo ma noi siamo gente sveglia… Papa’ non è sempre con noi a coccolarci, ma non ci manca il coraggio!
E questo coraggio sono certa che ci aiuterà a ingranare la marcia giusta… >

 

#maltaeilprimogiornodiscuola

Malta e tanti dubbi da affrontare!

Un’altra pagina della nostra esperienza…

24 settembre 2016

Malta e la spiaggia

Ho capito una cosa da quando ho preso la decisione di partire per Malta…. Noi siamo quello che vogliamo essere e se vogliamo essere diversi dobbiamo prima decidere cosa vogliamo diventare… Perché senza la volontà non si riesce nemmeno a guardare fuori dalla finestra ed io adesso ho deciso che voglio essere serena.
“Serenità”… È bella questa parola mi mette la quiete nel cuore… Mi mette le ali e mi fa sentire leggera…Eppure tutti cercano la felicità… Tutti si sbattono ogni giorno alla ricerca di questa illusione… La felicità non esiste… Esiste la voglia e la determinazione di sentirsi felici… A me piace sentirmi serena, mi appaga la sensazione di non avere pesi sul cuore… Di non aver detto nulla di troppo… Di non aver dimenticato di dire qualcosa di bello a chi non lo può piu sentire…
Perché in fondo ci si sente felici solo con altre persone… E questo rende già la felicità più precaria, mentre ci si può sentire sereni anche sotto un cielo stellato, in silenzio con i propri pensieri che rimbombano nella mente… Felicità sarebbe riportare qualcuno in vita e questa felicità non potrò mai averla… Felicità è poter vivere ogni momento con le persone che amo e questo non sarà mai possibile…
SERENITÀ ,invece, è pensare a mio padre e sapere che è stato il mio primo amore… Il modello che seguirò sempre… Serenità è sapere che se ne è andato consapevole di tutto il nostro amore per lui e questa serenità non può togliermela di dosso nulla… È mia per sempre!
Serenità è sentirmi tanto amata….anche a distanza e di questa serenità devo dire ogni giorno, quando apro gli occhi, un immenso grazie a tante persone…
Mentre cammino per strada in questo momento sento che tutte queste persone sono dentro di me, ognuna di loro mi ha lasciato qualcosa ogni volta… E se ho imparato qualcosa nella vita è grazie ad ognuna delle persone che ha tracciato un segno sulla mia rotta…
Quindi Malta non mi dividerà da nessuno, perché io sono la stessa ovunque mi trovi!

fratello e sorella sempre uniti

Non lo so dove sto andando… Non so nemmeno se la strada che faccio è in salita o in discesa… Ma mi piace farla con tutte queste persone nel cuore e con un uomo speciale che mi tiene sempre stretta la mano… Io non ho mai paura a camminare e nemmeno a correre…perché so che dove andiamo insieme ci portiamo sempre dietro il sole!
Quindi da oggi in poi resterò in quest’isola, certa che solo io posso creare le basi per la serenità della mia famiglia.

Lunedì si va a scuola!

uniti anche all’estero

Lunedì sarà un giorno speciale…. Tanti dubbi mi assalgono e tanta emozione… Da una parte la certezza di regalare loro una grande opportunità, dall’altra la paura di metterli a dura prova, di aver messo sul loro cammino delle difficoltà che altrimenti non avrebbero incontrato… Ma chissà, magari questo li rafforzerà e li renderà capaci di superare altri ostacoli nel loro futuro e se oggi ci sono io a condividere con loro ogni incertezza, poi dovranno cavarsela da soli un giorno… Allora voglio aver provato ad insegnargli come si fa…
E’ difficile essere genitore, è difficile nelle piccole cose, figuriamoci quanto lo è nelle scelte importanti. In cuor mio spero sempre di fare la cosa giusta, di avere l’opinione corretta in ogni circostanza, ma non è così. Si sbaglia, si sbaglia sempre tanto con i figli… Pensiamo di essere bravi, di stare al loro passo senza fatica, di essere per loro quello che ci sentiamo di essere noi. Non è così purtroppo! Ora sono qui, con una borsa piena di dubbi e di indecisioni dalla quale non riesco a trovare sempre un jolly da tirar fuori nei momenti più difficili… Spesso li vedo pensierosi e mi è difficile trovare la parola giusta per far nascere un sorriso sui loro bei faccini pieni di sogni!
Mi accorgo che il mio unico ruolo ora è dar loro stabilità. Se non riesco a non far pesare loro questi grandi cambiamenti, posso almeno farli sentire al sicuro e mostrarmi capace di gestire le mie scelte per loro!
Poi li guardo e mi accorgo che invece sono loro a dare stabilità a me… Sono loro che con la loro presenza mi danno la certezza che posso fare tutto anche qui a Malta…
L’amore è il dono di esserci… Loro ci sono per me e io ci sono per loro!

Non importa se a Roma, a Milano o a Malta… Quello che conta è l’amore e la passione con cui si affronta la vita, con cui si salgono queste maledette scale che, a tratti, ci affannano, ma che ci portano sempre più in alto, quasi a toccare il sole, per poi scoprire che il sole ce lo avevamo già dentro…!

 

#maltaetantidubbidaaffrontare

 

Una famiglia in rotta per Malta…

Malta tra antico e mopderno
Malta tra antico e moderno

Ci sono due modi per raccontare la mia esperienza…. Con il cuore… O con il cervello….
Ho sempre vissuto la mia vita con intensità, ma più gli anni passavano e più era difficile lasciare spazio alle emozioni in un Paese in cui nessuno ha più il coraggio di sognare… Di reagire… Di ricominciare a credere nel futuro. Tu puoi alzarti la mattina con mille buone idee, ma intorno a te vedi crollare tutto… Le famiglie non hanno soldi per pagare l’affitto, le tasse ci opprimono, lo stress ci consuma…. Il tutto lentamente e senza pietà.

tramonto a S. Paul Bay

Sono sempre stata una persona profondamente radicata nelle mie abitudini e non avrei mai pensato che un giorno avrei deciso di buttarmi in una simile avventura.  Eppure l’ho fatto…E adesso sono qui a raccontarlo prima ancora di esserne davvero consapevole!
Non si lascia mai davvero il paese di origine, quello è l’unico posto in cui puoi sentirti a casa. Le persone e i luoghi cari non si possono sostituire, ma ho scoperto che si possono aggiungere ad essi tante altre persone e luoghi speciali…

Un futuro per i nostri figli…

Dopo tante giornate passate davanti ad un mappamondo…. Io e mio marito abbiamo scelto Malta.  L’idea primaria per noi era  il mare, ma con due figli, uno di 12 e una di 6, il mare non basta per sentirti un buon genitore, vuoi offrirgli di più…. Non ho mai creduto in quei posti in cui gestire un chioschetto sulla spiaggia e vivere in pareo e a piedi nudi… Volevo e voglio dei figli che, oltre a vivere nella natura, abbiano la possibilità di scegliere, quando saranno adulti, che direzione prendere.
Per questo Malta mi ha colpito. Credo che il livello di istruzione sia assolutamente superiore a quello italiano. Forse i nostri figli, quelli che ancora riescono a reagire agli scarsi stimoli delle nostre scuole , godono di una profonda preparazione a livello umanistico e letterario…. Ma non hanno ancora una collocazione nel mondo del lavoro, non conoscono le loro vere attitudini, non si sono mai misurati con niente;  passano i primi anni dopo gli studi a capire chi sono e cosa vogliono, per poi rendersi conto che quello che hanno scoperto non li porterà ad una vita professionale fatta di soddisfazioni, ma ad una corsa sfrenata  verso il 27 del mese….
Malta è un sassolino d’oro in mezzo al mare…. Un piccolo approdo per chi vuole ancora credere che i propri figli hanno una possibilità.
La scuola li mette con le mani nelle materie, si sporcano, si confrontano, spesso sono loro ad essere studiati da lodevoli insegnanti che cercano di tirar fuori ogni piccolo dettaglio delle loro capacità, motivandoli, sorridendo ad ogni loro traguardo e porgendo loro la mano di chi sa in che direzione mandarli….
Qui la scuola non è “un pezzo di carta”, ma un pezzo di vita…  I miei figli ci vanno ogni giorno con il sorriso!

Malta e la lingua

 

A Malta per vivere il mare…

E poi c’è il mare…. Il clima è dalla parte di Malta!
A parte rarissimi inverni fuori dall’ordinario (tra cui l’inverno di benvenuto per noi!!), l’isola gode del sole per la maggior parte dell’anno….Un sole caldo, che rende ospitale la spiaggia anche  nel periodo di Natale…Quasi incredibile se pensiamo che è situata ad un’ora circa di aereo dalla capitale!

E’ il caso di dire che vista dall’alto questa  Malta è davvero uno “scoglio” un po’ più grande di tanti altri, ma se poi scendi ti rendi conto che qui c’è tutto, ma proprio tutto…  Dimentichi che il territorio raggiunge appena  300 km quadrati… E poi c’è una cosa che mi piace tanto…. Se non conosco la strada ho sempre una certezza… Se vado sempre dritta prima o poi incontro un vero amico…. Perchè davanti a me, qualunque sia la direzione, c’è il mare che mi aspetta!!

Già… Perchè il mare di Malta ci regala ogni giorno una miriade di sfumature che si fondono a sabbia, scogli e cielo… Una delle più belle abitudini che hanno arricchito la mia quotidianità è la pausa caffè davanti al mare, le scarpe lasciate in macchina e una bella colazione coi piedi nella sabbia… Una sabbia talvolta bianca, altre volte di uno splendido color oro…. Che ha poi dato il nome ad una delle più accoglienti baie in cui spendere un po’ del proprio tempo, sia in inverno che in estate…. La fantastica GOLDEN BAY…

Golden Bay
Golden Bay

Adoro questo modo di sentirmi in vacanza anche coi tacchi e la camicia…. Mi piace il tepore che attraverso il finestrino, nel traffico, mi ricorda che nel bagagliaio della mia auto ho sempre un pareo e un buon libro da leggere…. La vita quando sei su un’isola non assomiglia più a quella lunga attesa delle vacanze in Agosto…. Qui ho imparato a concedermi cinque minuti di vacanza ogni giorno…  Qui so che se la mia mente è impegnata nei doveri, almeno il mio cuore è sempre in vacanza!

la mia pausa caffè a Golden Bay
la mia pausa caffè a Golden Bay

Malta e i maltesi.

Una delle cose che ho subito apprezzato di Malta sono i maltesi, persone ancora sane, con dei principi leali. In Italia per difendere “la pagnotta”  siamo oramai costretti a pestarci i piedi l’un l’altro, non possiamo più permetterci di dare una precedenza in auto a chi non ce l’ha perchè quei minuti sono preziosi, ci regalano l’illusione che arrivare prima ci liberi dallo stress di una giornata pesante.
Anche qui c’è  traffico, se penso a quanto sia piccola l’isola non mi capacito della quantità di automobili in circolazione, ma la gente alla guida sorride….. Di questo  bisogna ringraziare l’economia, che è sicuramente in un momento di massima ascesa, e anche lo stato, le strutture sanitarie che funzionano, le scuole che non subiscono “tagli”, i datori di lavoro che non hanno problemi a pagare gli stipendi e i dipendenti che non hanno bisogno di incattivirsi per essere rispettati… Insomma, quando ci si sente tutelati da chi ci governa è più facile cominciare la giornata ed essere ben disposti verso gli altri.  Ma ora non voglio parlare del governo, nè italiano nè maltese….la politica non fa per me… Solo una cosa mi sento di sottolineare: I maltesi, come noi italiani, stanno assistendo ad una vera e propria invasione degli stranieri nel loro paese, ma hanno una certezza, i loro diritti non verranno mai subordinati,  ma sempre privilegiati rispetto a chi a Malta è un “ospite”… Questa è la loro isola, è la loro casa e nessuno viene a comandare… Solo chi apporta qualcosa e non toglie ad altri è il benvenuto!

La nostra pazza scelta di vita!

Il nostro viaggio verso Malta è iniziato con un pontile di legno che si allontanava lentamente dietro la poppa della nostra barca… La traversata, cominciata dal sud Sardegna (dove eravamo in vacanza) durò pochi giorni, carichi di emozioni. Il mare ci accompagnava verso quella che non sarebbe stata solo un’avventura, ma il nostro futuro… Ricordo che ogni notte e ogni giorno di navigazione mi facevano sentire più vicina alla pazzia e più distante dalla “normalità”…  Raggiunta la destinazione, cime a terra e cuore in gola… iniziava la nostra pazza avventura!

Quando arrivai la prima volta a Malta, nonostante mi era stato già anticipato da mio marito, restai profondamente delusa dal paesaggio … Le case, molte delle quali vecchie e rovinate, sono un vero miscuglio di architettura. Vecchio e nuovo si affiancano senza la minima compatibilità estetica. Ci sono palazzi lussuosi e ultramoderni che dividono una delle pareti perimetrali con dei veri e propri ruderi, destinati a breve ad essere demoliti e rinnovati anch’essi…. Insomma, da brava romana abituata a VILLA BORGHESE e all’eredità del maestoso IMPERO ROMANO, ho fatto e faccio tutt’ora fatica ad abituarmi a questa caratteristica di Malta… Ma quando poi, tra un palazzo e l’altro, scorgo quel meraviglioso azzurro del mare che circonda l’isola, tutto il grigiore del polverone, causato dalle infinite gru poste nelle strade, mi scivola via dagli occhi e mi lascia sempre a bocca aperta!

Un’isola, mille opportunità!

A Malta puoi vivere il mare in ogni modo. Ci sono delle belle spiagge servite e ben accessibili a tutti, ci sono pontili e boe ovunque (dove poter transitare con le imbarcazioni), che si spingono nell’interno dell’isola grazie alle fantastiche insenature naturali e poi, cosa non da poco a mio parere, nel pieno della città, nel caos e nel traffico cittadino, si può mettere un telo sugli scogli lisci tipici del luogo e fare un bel bagno dai colori fantastici, anche sotto ad un centro commerciale e alla passeggiata dello shopping!! Malta è proprio questo… Vita e caos, ma anche relax e vacanza nello stesso posto e nello stesso momento!

interno di una chiesa a Mdina
interno di una chiesa a Mdina

E poi c’è la storia, aree gioco per i bambini, ci sono i casinò, le discoteche aperte fino a notte fonda, le scuole di lingua per chi viene per imparare l’inglese, le barche turistiche… E le tasse… Sì, ci sono le tanto temute tasse che in Italia ci stanno strizzando come limoni, ma che qui ho scoperto non essere alla base dell’economia pubblica, qui lo stato non si adagia a nutrirsi da parassita sulle spalle dei poveri contribuenti che si spaccano la schiena per coprire tutte le spese, qui casa tua è tua e non devi pagare più niente a nessuno dopo averla acquistata…  Così vale per tante altre tasse che nel nostro BelPaese sembrano essere indispensabili per tenere in piedi tutto quel bel castello pubblico che noi ben conosciamo!!

Balluta Bay
Balluta Bay

Un grosso ostacolo per noi è stato trovare la casa. Poter vivere in barca in attesa di trovare quella giusta ha fatto sì che diventasse un’impresa oceanica. Il mercato è completamente in tilt, gli stranieri continuano ad aumentare e il risultato è “troppa richiesta”. L’offerta è in continuo progresso quindi ci sono cantieri ovunque!  Venendo da una realtà italiana sconvolta dalla crisi, ci ho messo un po’ a comprendere che se la casa mi sembrava quella giusta dovevo lasciare subito la caparra o il visitatore dopo di me se la sarebbe aggiudicata senza pietà!

Riflessioni su una scelta di vita

In sostanza non è facile trasferirsi all’estero e adattarsi a grandi cambiamenti, bisogna avere il coraggio di mettersi in gioco… Gli affetti di una vita restano costanti nei pensieri, a volte si fa fatica a credere di averlo fatto… Spesso si ha bisogno di tornare all’ovile a prendersi un abbraccio dalle persone che hai nel cuore… Insomma la casa resta sempre la stessa, ma il presente ha un magnifico sapore di sfida… E questo mi piace!

Amo il mio Paese. Le mie radici sono in Italia e sono orgogliosa di essere italiana. La mia città e le mie origini sono profondamente diverse da Malta, ma nella vita ho imparato a guardarmi intorno, a mettermi in gioco. Non esiste al mondo un luogo perfetto, esiste però la scelta di rendere adatto a noi il luogo in cui ci troviamo. A Malta io ho trovato un momento di pace e di riflessione che a Roma non riuscivo a regalarmi. Qui mi sto concedendo la possibilità di scegliere chi sono e non di rappresentare solo un’unica realtà…. Un anno fa non avrei mai immaginato di trovarmi qui oggi, ma ora sono seduta su una sedia a raccontare i miei sogni, i miei progetti, le mie paure e i miei limiti da superare!

Il mio consiglio è che tutti noi dovremmo imparare ad immaginarci altrove, senza le nostre certezze, che esse siano tante o poche, le certezze non sono eterne, per nessuno di noi. Quello che oggi è d’oro, può smettere di brillare e confondersi sotto la fuliggine di una vita stressante che non ci lascia nemmeno il tempo di sognare! Allo stesso modo perchè restare a guardare intorno a noi in un momento grigio, con poche vie di fuga? Mettersi in gioco, lasciare la strada certa, può aprire i nostri orizzonti e cambiare la nostra visione delle cose…. Ci ho messo un pò a guardare oltre il mio naso… Ma ora che l’ho fatto devo ammettere che non è affatto male il mondo….