Colazione a Fregene…

valentina maini

Fregene. Ho conosciuto due facce di Fregene! Quella diurna, scaldata dal sole e piena di colore. La Fregene ridente e caotica, dove un parcheggio assomiglia ad un posto in Paradiso! Di Fregene ho amato e amo quel sapore autentico di vacanza in famiglia, unito al gusto estremo del divertimento… Da quando ho lasciato il mio nido ho imparato a conoscere il mondo e le usanze più varie della colazione! Ho cercato sempre di assaporare tradizioni e usanze diverse dalla mia, ma sul mangiare… Cavolo quanto sono cocciuta… Non sono mai riuscita a sostituire il mio bel cappuccino schiumoso accompagnato da una calda e “appiccicosa” brioche appena sfornata! Mi sono fatta coccolare e viziare da bariste e baristi con quei piccoli capricci che mi sono sempre concessa solo a colazione!!

colazione italiana

Il latte freddo, la schiuma, il cacao… Il mio bel cornetto morbido dentro, croccante fuori… Insomma quello sfornato al momento giusto… Non un secondo prima e non un attimo dopo… Il mio… Proprio quello che indico dalla vetrina del bancone con uno sguardo assonnato che nessun banchista mi ha mai resistito!!!! Ancora oggi, arrivo all’ingresso della mia amata Fregene e mentre imbocco la strada per andare da mia mamma non resisto mai a quella colazione.  Il profumo di un cornetto appena sfornato non ha nulla da invidiare nemmeno a “chanel n 5” ( !!!! )… E quelle briciole sulla t-shirt che non celano la mia debolezza davanti alla tentazione di un dolce risveglio… Beh… Quelle briciole parlano chiaro… Sono a Fregene, sono a casa! E quando vado in giro mi sento un pò una turista mentre incontro le facce familiari di chi mi ha visto ragazzina e adesso mi sorride con gli occhi pieni di ricordi! Ho conosciuto tante persone in questo luogo e ho abitato tanti castelli di sabbia…

Fregene è Fregene…

Le ville davanti al mare, gli alberi freschi e rigogliosi di una pineta che ancora non ho visto tutta… Ogni volta che torno a passeggiare in questa oasi verde scopro un nuovo angolo in cui sedermi a scrivere, da sola… In silenzio con la mia anima sognante!

Adoro Fregene e mi piace in ogni sua imperfezione! Le strade allagate dopo il temporale saranno anche una scocciatura….Ma che bello passeggiare e vederci riflesso il cielo…!

Che gusto ascoltare le novità sugli ultimi pettegolezzi, manco da un pò e tutto sembra trasformarsi ogni volta che torno. Ogni coppia, ogni storia, ogni strada ha mille sfumature che so di non aver ancora visto tutte!!

E’ vero che ci sarebbe tanto da fare e da migliorare a Fregene. In fondo però, se Fregene è così speciale è perchè ha questo fascino che pochi luoghi hanno. Fregene non è Ostia, non è Fiumicino e non è Santa severa… Fregene è Fregene e solo chi la conosce sa cosa intendo dire!

Quando vai in giro per il mondo ti accorgi di quanto è grande l’orizzonte della vita… Ma poi entrando in un bar a Fregene, in una domenica qualunque… Riscopri quel dolce profumo di familiarità… L’infanzia che ti porti dentro e che ha sempre i colori di quella primavera sulle spiagge!

Su “Fregene di notte” potrei scriverci un libro… Il mio diario pieno di dolci segreti ancora pieni di sogni e di ideali è sempre davanti a me ogni volta che mi siedo nella mia stanza a casa dei miei… Le amiche, le discoteche, la gente allegra e spensierata… Oggi quando giro per le vie di Fregene rivedo ancora quella stessa gente, meno spensierata per via del tempo e delle esperienze…

Ricordo ancora le lunghe serate nelle disocoteche più alla moda del litorale… Ricordo le file interminabili all’ingresso del “Tattou” e il parcheggio pieno di voci… Mi sembra trascorsa un’eternità da allora, mi sento così fortemente cambiata dalla vita che ho vissuto… Ma allo stesso tempo quella musica assordante vibra ancora dentro ai miei ricordi!

Ci sono posti che restano nel tuo cuore e tu non puoi farci niente! Ci sono estati speciali che non dimenticherai mai perchè hanno messo un segnalibro tra le pagine importanti della tua vita…

E dopo la discoteca? Quanti di voi ricordano la corsa verso ” Lo Spuntino ” per una pizza e una coca prima di andare a dormire?! Sembravano tutti appuntamenti a cui non potevamo mancare… Le tappe speciali dei nostri sabato sera a Fregene!!! E i cornetti caldi… Gli unici capaci di lasciare un sapore ancora più dolce alle serate con gli amici…

Ogni volta che penso a Fregene, nei miei pensieri appare il simbolo di una casa!

 

 

Grammatica Inclusiva… Uomini vs donne ?

regola della prossimità

GRAMMATICA INCLUSIVA.
Qualche giorno fa un mio collega mi ha parlato di una polemica che sta dilagando in Francia e in altri paesi, riguardo la “grammatica inclusiva”. Ora io non sono nessuno per dire se sia o meno una polemica di rilievo dal punto di vista umano, ma a me, francamente, fa sorridere! In un mondo viziato dai problemi razziali, dalla crisi economica, dalla povertà che in alcuni paesi ha superato le soglie umane… Sinceramente parlare di “maschile o femminile” quando si tratta l’argomento grammatica mi lascia senza parole.

Io sono un’appassionata di grammatica. Lo sono sempre stata, fin dai tempi della scuola elementare e ad oggi, nonostante scriva milioni di parole, accenti, virgole, verbi e tanto altro, non mi è mai capitato di sentire la necessità di dare una svolta alla grammatica italiana!! Trovo, al contrario, che un italiano appassionato di scrittura, sia più fortunato rispetto ad un inglese che ha a disposizione una quantità minima di vocaboli per suscitare interesse verso ciò che vuole esprimere!

Non sono un’anticonformista (nota bene ho messo l’apostrofo perchè sono una LADY), non sono femminista ( senza l’articolo avrete comunque capito che si tretta di me !) e, sinceramente, come donna ho interesse ad emergere non tanto in una frase grammaticalmente più precisa, ma in una società in cui, talvolta, fatico ancora a sentirmi adeguata!
Comprendo perfettamente la disparità che emerge dalla dominanza del maschile rispetto al femminile. Anche un solo uomo in una frase che include 100 donne riesce ad avere la meglio aggiudicandosi il suo ruolo “dominante” che, con prepotenza, include anche le signore che ne fanno parte. Eppure è così da sempre.

Amici o amiche?

Tempo fa mi è capitato di organizzare una cena tra amiche(solo donne!). Tra queste una “maltese” che parla e scrive discretamente in italiano, ma con la quale ho sempre piacere a comunicare in lingua inglese. Insomma, prendo il telefono e vado sui messaggi. Al momento di scrivere mi rendo conto che una cena solo AMICHE in inglese è tradotta come FRIENDS… Ciò mi fa pensare che forse lei potrebbe venire accompagnata dal marito perchè non le è chiaro il concetto di esclusività femminile! Quindi mi vedo costretta ad aggiungere la parola chiave DONNE (Women) per farle meglio capire che non deve venire con suo marito… Ne risulta che ho dovuto articolare maggiormente la frase per spiegare lo stesso concetto!

Siamo davvero sottomesse dalla grammatica?

Ora non voglio dire che il femminile nella grammatica non sia importante, voglio solo dissociarmi a gran voce da chi ne fa una ragione di vita… Da chi(o dalla quale!) si sente così fortemente discriminata a livello sociale. Il punto è che essere una donna è una cosa che ci mette già in risalto sotto molti punti di vista, quello estetico, quello sensibile, quello umano… Pertanto mi sento più propensa a lavorare sulla difficoltà di affermare altre caratteristiche che contraddistinguono l’universo femminile!
E’ chiaro che la grammatica inclusiva è solo una scusa per sottolineare la “prepotenza sociale” degli uomini. Siamo in un’epoca in cui tutto deve essere semplificato. La comunicazione, ormai quasi unicamente digitale, deve uniformarsi agli standard e non perdersi in sfumature di ordine grammaticale.

Pensiamo alle cose importanti…

E’ sufficiente fare un tour virtuale nei social di successo per accorgersi che la grammatica, quella corretta, è l’ultimo dei problemi che affliggono le persone. Prima di complicare la vita ai bambini che iniziano a scrivere e a leggere, mi preoccuperei di aiutarli a prendere possesso dell’uso dell’ H all’interno di un discorso. Poiché questo suono è muto continua a confondere le persone anche in età adulta e altera non poco l’armonia di molti post sul web…
Quando l’era digitale non aveva ancora un posto così totalitario nella nostra vita, era rara l’occasione di mettere nero su bianco i nostri pensieri. Oggi siamo completamente bersagliati da tastiere, tasti T9 (che ci tradiscono sul più bello), parole di uso internazionale che sono entrate nel nostro linguaggio quotidiano… E infine, ma non meno importante, l’esigenza di scrivere sui social quello che stiamo facendo, come la pensiamo riguardo qualcosa, a che ora andremo in palestra e quanto siamo innamorati/e di chi dorme al nostro fianco… Talvolta allo scopo di attirare l’attenzione di chi dorme a fianco di altri!!!!!
Lo so che sembra una barzelletta… Sto divagando, ma mi rendo conto che maschile o femminile che sia una parola, ciò non cambierà la realtà dei fatti. Se poi si vuole fare di questo argomento una polemica… Che la si faccia, ma io resto della mia -modestissima- idea che noi donne abbiamo altro a cui pensare!! Io mi preoccuperei più di occuparci dei nostri figli che stanno vivendo, anzi crescendo in un’era in cui i valori si identificano attraverso facebook, in una società dove una ragazza si rappresenta attraverso un selfie davanti allo specchio… La scuola non ha più quel ruolo educativo da cui emerge autorità, ma solo è un periodo di transizione tra l’essere giovani e il rimpiangerlo! Educhiamo le nostre figlie femmine a farsi rispettare non solo sui messaggi del cellulare, ma tra i banchi di scuola, nel lavoro, in famiglia! Insegnamo ai nostri figli maschi a dare spazio nella loro vita al rispetto per le donne che incontrano! La grammatica può aspettare… Abbiamo fatto tanti passi per ribaltare alcune convinzioni sociali sulla differenza tra i sessi… Viviamo in un pianeta pieno di problemi e non ha importanza che sesso abbiano… Soprattutto perchè poi ne risulterebbe che gli omosessuali avrebbero da ridire, giustamente, anche loro sulla grammatica!!! E siccome io penso che siamo tutti ESSERI UMANI, uomini, donne, omosessuali, adulti e bambini… Non conta come lo si spiega un concetto, ma conta cosa voglia esprimere!

40 anni

40 anni

40 anni, è autunno. Cadono le foglie dagli alberi… Guardo i miei rami, sono davvero tanti, pieni di pieghe, di nodi, di diramazioni. Le foglie continuano a cadere, ma le radici sono forti. Mi nutro della strada in cui poggio, in cui lascio le impronte degli anni che passano su di me, intorno a me. Il sole filtrato dalla mia chioma scalda i miei pensieri e porta alla luce i miei ricordi.

Chissà quale autunno 40 anni fa mi ha visto nascere… Quale storia mi attendeva… Qualunque destino mi abbia riservato la vita, io ho voluto fare da me… Ho voluto essere quello che più mi piaceva, senza farmi modellare dalle esperienze e senza farmi attraversare dalle storie che non mi appassionavano.

Ho scelto i miei 40 anni cercando di specchiarmi ogni giorno negli occhi delle persone che ho incontrato. Ho sbagliato… Cavolo quante volte ho sbagliato… Ma che bella emozione ho provato a chiedere scusa… Perchè sbagliare è l’effetto dell’esserci… Le persone assenti non sbagliano, perchè esse non agiscono in alcun modo nella nostra esistenza.

E’ arrivato l’autunno…

Adesso è autunno e non oso contare le foglie che ho perso, quelle secche, quelle ancora verdi ma destinate a staccarsi… Vedo sotto di me un tappeto dorato di istanti e persone che adesso non sono al mio fianco. Qualcuna mi manca, ma altre le ho oramai dimenticate in chissà quale degli anelli nel mio tronco!

Poi guardo ai piedi e vedo radici grandi e forti. Sento il peso di un’identità che mi sono scelta perchè mi sembrava quella che più mi rendeva felice! Sento la voce di mio padre che arriva dalla radice più grande e profonda nel terreno… La sento vibrare e lascio che mi sostenga in ogni autunno… Mentre mi faccio più debole al tempo che passa e mi accingo ad entrare in una nuova stagione della mia vita.

Lungo la corteccia il calore degli abbracci di un fratello e di una sorella… La resina ci tiene attaccati l’uno all’altra anche se gli anelli aumentano ed è più difficile abbracciare tutto il tronco!

Non c’è incendio che mi spaventi, perchè nel mio terreno ho fiumi di acqua che accorrono ogni volta che ne ho bisogno! La parte più in ombra del mio busto è protetta dal muschio più verde che esista, ci ho impresso la M di mamma perchè tutti sappiano che c’è qualcuno pronto a difendermi!

E poi rami… Rami a volontà cavolo! Rami attorcigliati l’uno all’altro che mi hanno accompagnato per decenni, per mesi, alcuni solo per poche ore … Sono gli amici! Sono quelle facce che non hanno solo un nome, ma che rappresentano uno scrigno tutto d’oro… Un diario pieno di segreti e di risate stampate nell’anima!  Mi piace da matti ricordare gli istanti che ho vissuto con ognuno di loro… Li ho amati, li ho presi in giro, li ho protetti e, a volte, ho dovuto chiedergli scusa. Ma sono rimasti attaccati e hanno lasciato cadere solo le foglie secche in attesa di germogliare sotto il sole…

Amo sentirmi imperfetta!

Lo so che non sono facile, ma secondo me non sono neanche così complicata! Apro il mio cuore con facilità… Certo ho i miei limiti… Quando qualcosa mi fa soffrire tengo duro, mi faccio carico di ogni difficoltà, ma se decido di mollare… Allora non ci sono più… Non esisto… Mi spengo.

La vita mi ha dato molto, anzi tutto! Non ho avuto tanto delle cose che possiedo, ma la quantità è irrilevante! Avrei voluto un padre fino a 40 anni, ma finchè c’è stato ne ho avuto uno da Guinnes dei Primati!! Non ho avuto tutti i figli che volevo, ma quei due che ho avuto ho la sensazione di averli scelti io!! Ho avuto un uomo accanto che ha saputo stringere la mia mano ogni giorno, senza smettere mai di esserci. L’ho scelto per caso con gli occhi chiusi e il cuore acceso… Ed era lui, era quello giusto… Così le sue radici si sono intrecciate alle mie e abbiamo affrontato insieme ogni temporale… Ogni volta che il sole è tornato a splendere i nostri rami si sono asciugati subito…

La meraviglia della vita…

La vita è la più bella delle invenzioni reali… Ci chiama, ci sceglie, ci insulta… Ci illumina e ci nasconde, ci unisce ad altri, ci separa, ci insegna, ci regala e ci toglie… Insomma ci rende vivi in questo viaggio senza soste… Ci catapulta in ogni nuovo giorno senza farci troppe domande. Cosa sarebbe la vita senza le altre persone? Cosa sarebbe il terreno se le nostre radici non si scontrassero mai contro le rocce, contro le radici di altri alberi accanto a noi? La vita è la più dolce delle sfide!

E adesso coi miei 40 anni so di avere tanta dura corteccia su di me e tanti anelli che mi hanno insegnato molte cose… Non ho più la freschezza dei sentimenti che avevo a 20 anni, ma ho la determinazione di una donna… Che è proprio ciò che mi mancava a metà della mia vita! Il bello è proprio questo… In ogni epoca della nostra esistenza disponiamo di alcune cose e siamo sprovvisti di altre… Se le avessimo tutte nello stesso momento non avrebbe senso gran parte del nostro cammino… Ora mi approccio agli altri con qualche ruga, ma il mio sguardo ha un colore più intenso… Le mie parole seducono perchè hanno un trascorso profondo, le mie mani scaldano di più perchè so cosa vuol dire sentire freddo!

La vita è un’idea. E’ un lampo di genio che ti colpisce nel mezzo di una tempesta e tu torni ad essere capace di credere che arriverà il sole. Ho sprecato numerose giornate inquietandomi per un nulla, ho pensato cose sbagliate, ho pianto lacrime inutili… Ma ho vissuto! La cosa più gratificante è essere arrivata ad un’età in cui qualcuno può imparare qualcosa da me. Posso fornire i miei errori perchè servano da esempio a chi mi sta accanto… Posso ostentare le mie vittorie e lasciare che chi mi ascolta possa godere dei risultati di un trofeo che mi sono guadagnata faticosamente!

Vorrei nominare una ad una le persone che hanno contato molto nella mia vita, quelle che hanno lasciato un segno, una forte impronta sulla mia corteccia! Ho tentato di farlo, sono certa che non avrei dimenticato nessuno, ma poi ho pensato che non serve… Ognuna di queste persone incredibilmente speciali sa di esserci nel mio cuore…

E’ il tempo dei desideri più concreti.

Se dovessi esprimere un desiderio, uno soltanto…  Farei tornare almeno per un attimo mio padre e lo abbraccerei forte da morire. Gli direi ancora una volta grazie per tutto quello che mi ha insegnato il solo stargli accanto, per il suo esempio di umanità e di coraggio! Lo riporterei a mia madre, glielo impacchetterei come un regalo dandole la possibilità di tenerlo stretto ancora una volta a sè…

Ma le mie 40 candele da soffiare non riporteranno in vita mio padre, quindi il mio desiderio è quello di non avere rimpianti… Mai… Di poter guardare negli occhi tutte le persone che incontro perchè la mia dignità non è mai venuta meno, perchè non ho mai smesso di essere coerente con quello in cui credo, con la persona in cui mi identifico. Voglio continuare a vivere la mia vita affrontandola corpo a corpo, senza scappare mai da ciò che mi fa paura… Voglio sentirmi viva ogni giorno, anche quando la noia  cercherà di entrare nella mia quotidianità! Il mio desiderio è di partecipare davvero, non voglio essere una controfigura di me stessa, voglio prendermi tutti gli applausi e anche tutti i fischi, ma non voglio nascondermi mai! Voglio che le persone che mi sono vicine non si stanchino mai di me, nè dei miei pregi nè dei miei lati neri…  Mi piace immaginare che sotto di me, la mia ombra sia un nido in cui rifugiarsi per i miei figli… Per tutti coloro che amo!

A 40 anni so abbastanza cose più di ieri, ho capito che non so dove sto andando, ma so con chi ci voglio andare !

 

 

 

 

 

 

Cullata dal mondo…

Cullata dal mondo… E’ così che voglio vivere… non importa dove, come, ne’ quando… Sentirmi cullata mi fa credere di essere ancora una bambina… Mi sento ancora a caccia di avventure, sospesa tra terra e mare mentre i miei pensieri prendono forma e colore… A dispetto di tutto quel grigiore che la vita non risparmia a nessuno… Contro ogni indelicata tristezza che si scontra con ognuno di noi…

Il mare non mi delude mai… Forse perché so quanto sa essere spietato… Allora me ne frego di essere buona con lui  e lo disprezzo quando mi sfida, ma senza smettere di amarlo nemmeno per un istante!

Quando sento il vento che comincia a soffiare, sottovoce, prima con timidi spifferi, poi senza timore, con audacia… Allora quello è il momento. Sono lì che lo ascolto con paura, ma con quella paura che crea eccitazione, brividi e passione… Vedo la superficie del mare che comincia ad incresparsi e mi piace illudermi di poter prevedere le sue prossime mosse… Anche se non ne sono ancora capace e, probabilmente, non ne sarò capace mai! Eppure ci credo, faccio le mie “cattive” previsioni e intanto guardo il mio comandante sperando di leggere nei suoi occhi che, come sempre, è tutto sotto controllo!

Ma il mare non è mai sotto controllo… Ti fa credere di saperci fare con lui, un pò come facciamo noi donne quando un uomo ci guarda negli occhi… Lui non lo sa che quell’infinito non lo conoscerà mai davvero tutto… Che è solo nostro e non gli apparterra’mai completamente! Per questo amo il mare e amo il vento, perché più mi sembra che mi appartengano e più li sento lontani. Sono come donne che non parlano, come il buio, ci puoi vedere quello che vuoi dentro, ma non riuscirai mai a vedere davvero tutto!

Sono contenta di essere una donna… Almeno so che esistono dei confini che non si possono mai valicare. Mi sento fragile e allo stesso tempo invincibile perché riconosco la mia fragilità ❤. Voglio vivere cullata dal mondo, dalle onde che battono contro le mie certezze e mi ricordano che sono nulla su questo pianeta, ma posso lasciare comunque l’impronta della passione con cui vivo!

Un regalo diverso…!

Vorrei che il mio regalo fosse diverso… Vorrei che non avesse lo stesso colore di tutti gli altri… Che fosse qualcosa che appartiene solo a noi…

I nostri ricordi… Le nostre parole dette ridendo, le stelle che brillavano ogni volta nei nostri occhi… La vita… Quella che sta dentro al nostro passato in mezzo ad un mucchio di fotografie dove restano impressi i nostri ricordi più speciali.

La famiglia… Due sorelle… Un legame speciale che non si spezza, non si piega… Che si modella al tempo che corre veloce senza mai sbiadire sotto il sole… Coperto da cumuli di polvere e di momenti bui, ma sempre pronto a rispolverarsi… Anche solo con un sorriso… Il tuo… Il mio…

Perchè la vita non fa mai paura quando hai una sorella… Un abbraccio sempre sincero in cui rifugiarti… Uno sguardo da incrociare senza bisogno di spiegare perchè hai sbagliato! Una luna che si riflette sul mare, sul mio mare mai calmo, sempre in movimento… Ma la luna lo insegue sempre, con la sua scia luminosa, con la sua presenza insindacabile! E tu sei sempre stata la mia luna. Il mio cerchio perfetto. L’unica capace di fare luce sulle cose importanti e mettere in ombra i cattivi pensieri…

Quante risate. La perfezione del tuo essere rimasta come una bambina… La leggerezza del mio essere stata sempre senza schemi… Il tutto unito da un laccio forte e stretto che ci ha tenuto vicine con la nostra diversità e i nostri principi nati dalla stessa famiglia!

Certe volte penso a te e mi viene voglia di fare una sorella a Viola! Mi viene voglia di farle un dono così speciale da non poterne fare più a meno. Ci sono segreti che non ti dirò mai, ma ci sono segreti che ho detto solo a te. Ho sempre pensato di doverti proteggere, un pò come faceva papà che ti vedeva così fragile e bisognosa di amore. A volte mi sono sentita tua sorella maggiore e altre volte ho pensato che tu fossi come un’altra mamma per me! Per questo ci compensiamo da sempre… Dove non arriva la mia stabilità c’è il tuo sorriso sicuro ed esempio di serenità… Poi quando è il tuo momento cupo solo io so dove devo cliccare per far accendere nel tuo cuore quella leggerezza che a volte ti manca…Sì, perchè la vita deve essere anche semplice, e mentre tu mi insegni a guidare la mia sui binari dandomi la magnifica illusione che si possa trovare la rotta definitiva… Io ti aiuto a non avere sempre paura di deragliare… E tu scopri che perdere il controllo, a volte, non è male!

Oggi non sono stata con te per il tuo compleanno, non sono venuta a bussare alla tua porta… Ma adesso voglio bussare al tuo cuore e dirti che ti adoro e che non ci sarà mai pioggia che non sarò pronta ad asciugare su di te… E non ci sarà mai silenzio tra noi, magari parole dolci o rimproveri, ma mai silenzio!! Perchè tu sarai sempre LA MIA MIGLIORE AMICA…

 

Navigare in sicurezza… Il pericolo è in agguato!

sicurezza in mare

Il 23 ottobre scorso è finito in mare il comandante di un’imbarcazione a vela. L’equipaggio, formato da 5 persone, era diretto a Gibilterra per una regata.

A causa del mare in burrasca e del vento notevolmente teso, l’uomo, quasi sessantenne, ha deciso di invertire la rotta e rinunciare al viaggio. Sfortunatamente, durante le manovre,  è balzato in acqua spinto dalla forza di un’onda.

Il comandante non era assicurato all’imbarcazione e questa leggerezza gli è costata SOLO un grande spavento, perchè è riuscito a mettersi in salvo grazie alle capacità e alla prontezza degli altri componenti dell’equipaggio che lo hanno riportato a bordo. Nel frattempo erano intervenuti i soccorsi che hanno fornito assistenza, concludendo a lieto fine un’avventura che poteva costare la vita a qualcuno!

Mai sottovalutare il mare…

Il mare è un grande nemico quando lo si sfida. Non bisogna mai abbassare la guardia di fronte agli eventi e alle condizioni metereologiche. Senza dubbio l’uomo aveva a disposizione la sua esperienza e il suo buon senso che lo hanno fatto retrocedere dalla sua marcia, ma questo non è stato sufficiente per evitare il pericolo!

Ricordo le mie prime navigazioni lunghe, le notturne, le traversate in cui non ero ancora “nemica” del mare… Non lo conoscevo ed ero convinta di esserne parte, di averlo a disposizione per goderne e per farne tesoro nelle mie avventure… Ma poi ho cominciato a capire che non lo si capisce mai veramente, più lo conoscevo e più lo sentivo un estraneo! Ho imparato che le onde possono cullare , ma possono anche scuotere… Ho scoperto che quando è arrabbiato non si ferma davanti a niente… E’ capace di tirar giù quintali di roccia come “Azure Window” con una tale cattiveria da lasciar senza parole chiunque… Il mare, a mio avviso, è uno dei più grandi detentori di forza e di irruenza!

Ho sposato il mare durante una traversata!

Durante la mia prima traversata nel Mediterraneo chiesi a mio marito il perchè della cima che lo teneva attaccato alla barca… Cima che mi passò quando si riposò per un pò dandomi l’illusione di essere il suo vice davanti al pilota automatico, il radar e la sua “veglia” ad occhi chiusi!! In realtà lui non si stava perdendo nulla di quella mezz’ora di riposo, ma io ero presente, attiva e fortemente emozionata. Quando gli domandai perchè ero assicurata alla barca con una radio stagna al polso, lui mi disse che se fossi caduta in acqua in sua assenza sarebbe stato un grande problema individuarmi e mettermi in salvo.

Il mare era calmissimo quella notte, ma capii, per la prima volta, che non serviva un’onda per perdere il controllo, anche in totale assenza di pericoli in vista, il mare può fare davvero male!

Forse perchè non amo le cose semplici ho iniziato ad amare il mare. Il mare mi ha stregato da sempre, ma solcarlo è stato il mio vero matrimonio con esso!

Puoi tuffarti mille volte nel mare aperto, puoi viverlo  con l’adrenalina quanto ti piace, ma se cadi, se è lui che ti prende e non tu che vai da lui, non è la stessa cosa…

Cadere in mare è già di per sé un momento di panico da gestire, se poi ci sono onde, vento e assenza di luce naturale, tutto diventa più complicato da gestire. Se poi a cadere è il comandante è ancora più grave!  Navigare in sicurezza è pensare sempre a ciò che può accadere e alle conseguenze. Con il cuore prendiamoci tutte le onde che vogliamo e il vento che ci spettina i capelli… Ma facciamolo sempre con la mente accesa!

 

Se vuoi sapere altro su AzureWindow leggi qui… Addio per sempre Azure Window

Cento folletti nel giardino incantato…

Era un giardino davvero grande, pieno di siepi rigogliose e di fiori colorati dal profumo intenso. C’erano bacche rosse che sbucavano da foglioline appuntite e campanelline rosa appese a ramoscelli esili e dondolanti. L’erba a terra era verde e tenera e i grilli saltellavano indisturbati da un capo all’altro del giardino più bello della città…

Il giardino incantato. Ma quello che non tutti sapevano è che fosse un giardino magico. Uno di quei posti che esistono solo nelle favole, quelli in cui vivono le fate che volano di fiore in fiore… Quelli in cui ai piedi di un albero gigante potresti scovare cento buffi e ridenti folletti vestiti di verde!

Matilde era una bambina molto curiosa. Sempre alla ricerca di qualcosa da scoprire, sempre con lo sguardo pronto a scovare i segreti del mondo… Non sapeva proprio rinunciare al suo vizio di indagare ciò che le appariva misterioso.

Un giorno, mentre tornava a casa dopo la scuola, vide il cancello del giardino incantato socchiuso e non riuscì a resistere alla forte tentazione di entrare. “WOWWWW…!! ” , esclamò alla vista di quel posto tanto meraviglioso… Tutti quei colori l’attraevano come un orso col miele e, mentre continuava a volteggiare tra i fiori e la natura con la testa che le girava, cadde sfinita sul prato morbido come un tappeto di velluto. Provava la stessa sensazione di posare la sua testa sul dorso del suo gatto Tea!

gatto ciabatta
Il gatto Tea

Continuava a guardare il cielo da sdraiata e le sembrava un sogno. Osservava da vicino le farfalle svolazzanti di fiore in fiore con quei musetti che le facevano assomigliare a dei mostriciattoli e quelle ali che le facevano sembrare delle ballerine.

farfalle danzanti

Matilde era sempre più incuriosita da quel mondo che non aveva mai osservato così da vicino e si sentiva rapita dalla bellezza di quel giardino che non aveva mai potuto visitare prima di quel giorno, ma che aveva sempre immaginato…

Si accorse della presenza di una fitta tela, fatta da fili sottili e imprecettibili, che le pendeva proprio davanti al faccino e restò ad osservarla senza muoversi aspettando di conoscere il padrone di casa… Il sole filtrato dalla trama le attraversava la frande frangia rossa di capelli, che le copriva, a tratti, gli occhi. Sembrava che ci fossero delle goccioline appiccicose su tutta la superficie e scrutandola per bene, Matilde si accorse della presenza di piccoli moscerini rinseccoliti tra un giro e l’altro dell’attenta tessitura. Mentre la bambina osservava tanti particolari curiosi, vide sbucare da un lunghissimo filo sottile, che teneva la tela attaccata all’albero, un ragnetto molliccio con la faccia antipatica e impertinente. La piccola fece un sobbalzo che la fece rotolare sotto una bellissima rosa gialla.

Le spine furono la prima cosa a colpire l’attenzione della piccola e inarrestabile curiosona… Erano enormi e molto robuste, di sicuro avrebbero npotuto strapparle la veste se si fosse spinta troppo in là scappando dal ragno antipatico! Quando si soffermò ad ammirare la maestosa rosa dai vellutati petali color ambra, subito Matilde comprese la motivazione di tante guardie appese al lungo gambo, pronte a proteggere la regina del giardino incantato…

rosa gialla

Mentre continuava a guardare quel magnifico paesaggio, fino ad allora sconosciuto ai suoi occhi, non potè far a meno di notare due meravigliosi uccellini volteggiare tra i rami di una grande magnolia piena di grandi fiori biancastri. Con grande invidia, la piccola Matilde pensò che volare doveva essere una sensazione unica…

Il cielo azzurro e il sole più splendente che mai, facevano da cornice a quel giardino fatato e all’apparenza disabitato, ma visitato, in tutti i suoi strati e angoletti più nascosti, da tanti esseri diversi tra loro e unici nel loro genere.

Matilde rovistò nella sua borsa della scuola e tirò fuori una splendida macchina fotografica, un oggetto di obbligo per una bambina così curiosa del mondo e sempre in cerca di avventura. Chiuse un occhio e arricciando il naso lentigginoso cominciò a scattare un susseguirsi di immagini senza pensarci troppo…

Foglie, fiori, sassolini dalle strane forme… Insetti sconosciuti e pezzetti di corteccia ai piedi dei grandi pini secolari. Immortalò qualunque cosa le capitasse davanti all’obbiettivo e, in punta di piedi, attraversò quel regno incontaminato dirigendosi verso il cancello in ferro battuto da cui era entrata di nascosto… Per uscirne, stavolta, con la stessa fugace camminata, ma con un’aria molto soddisfatta che non celava certo la sua momentaneamente sazia curiosità!

Un segreto pieno di magia…

Tornata a casa, la mamma, abituata ai ritardi di Matilde, non le chiese quale attrattiva l’avesse trattenuta stavolta nel tornare da scuola. Dopo mangiato la ragazzina prese la sua FG 700 SUPER ZOOM per ammirare  sullo schermo del suo computer sgangherato, il susseguirsi di scatti rubati a quell’angolo di mondo chiamato GIARDINO INCANTATO… Erano delle foto bellissime! Quelle immagini rendevano perfettamente giustizia ai colori dei papaveri, alle rose lungo il muro di cinta e alle chiome degli alberi alti fino al cielo…

Mentre le sfogliava freneticamente, Matilde tornò indietro col mouse notando un particolare che le fece battere il cuore a rallentatore… Cosa si celava dietro ai funghetti ai piedi del pino? Una strana immagine faceva capolino dai morbidi e carnosi cappelli dei funghetti… Era un folletto!

Ritorno al giardino…

Matilde era incredula e continuava a fissare quella fotografia come una pazza visionaria e, sbigottita, scoprì con i suoi occhi che quel giardino era davvero incantato! Calzò le scarpe da tennis senza neanche slacciarle e andò nella stanza di suo fratello Antonio. Lo afferrò per un braccio per farsi accompagnare con l’auto al giardino incantato. Antonio non riuscì neanche a chiedere cosa stesse succedendo che già i due si trovavano all’ombra del grande pino secolare! Matilde, con le mani sporche di terra, prese a rovistare tra i funghetti e scorse un piccolo esserino. Indossava un cappello appuntito più delle spine della rosa gialla e aveva delle orecchie lunghe come un ago del pino… Li aveva trovati!! Erano i “cento folletti del giardino incantato”, manutentori di un paradiso verde e profumato. Antonio, da principio con aria distaccata, ma poi con la medesima passione, poggiò la sua mano destra sul mucchietto di terra accanto a sua sorella e un paio di esserini gli saltarono sul polso, sorridenti e per nulla spaventati dalla loro presenza.

Poi ne arrivò un altro, e un altro ancora… Per terminare con un esserino vestito di blù con aria un pò titubante, ma favorevole al dialogo. Il nanetto blu guardando i ragazzi scoppiò in una grossa risata e disse loro: “Bene, ora ci avete visto e siete sorpresi dalla nostra presenza, ma questo è il nostro mondo e siete voi gli intrusi, perciò… Se volete continuare a trovarci qui, dovete custodire per sempre il segreto del nostro regno…

Al di là del muro che ho nella mente!

C’è un modo per veder oltre i confini della nostra mente….

Non si studia sui libri, nessuno sa dirti quando è il momento. Arriva un giorno nella vita in cui capisci che oltre non puoi andare, che solo saltando il muro puoi allargare l’orizzonte e vedere cosa ti aspetta!

Cresciamo con le nostre convinzioni, con i nostri standard da cui facciamo fatica a staccarci. Siamo piccole menti in continuo movimento verso il futuro, verso il punto di arrivo… Ma non ci discostiamo mai dal punto di partenza!

Chi lo ha detto che non si può cambiare? Si può, si deve a volte. Non importa se non si hanno tutte le certezze necessarie per decidere, bisogna accettare l’incognita e non temerla. E poi si può sbagliare, tornare sui propri passi, ricominciare da dove ci si era fermati…

La vita è fatta anche di pause… Di momenti di riflessione e di decisioni importanti che cambiano il corso delle cose e ci cambiano dentro. Se poi si torna indietro non si è più gli stessi, le esperienze ci modellano e ci educano alla vita e noi abbiamo il dovere di prendere ogni insegnamento che queste ci offrono.

Lo so che non è facile. Quando guardo intorno a me vedo una realtà parallela alle mie radici. Mi soffermo a pensare e vedo i miei figli proiettati verso un futuro che ho messo davanti al loro cammino senza porgli troppe domande! Penso che questa esperienza sia un dono per loro, per la loro vita. Li ho messi a piedi nudi su di un prato e ho cosparso il sentiero di sassolini appuntiti… Ma quando arriveranno dove vogliono andare, i loro piedi saranno abbastanza forti da sostenerli in qualunque difficoltà. Solo allora si accorgeranno di aver fatto tanta strada senza indossare le scarpe!

La paura di sbagliare.

Certe volte penso… ” E se avessi sbagliato?” … Non esistono esperienze sbagliate se non quella di drogarsi o fare del male a qualcuno.

Sentir parlare i miei figli in inglese non può essere un errore. Ogni volta che li vedo interagire con i loro coetanei provo una sensazione di serenità. Intorno a loro ci sono esperienze diverse, trascorsi variegati, lingue e tradizioni completamente  opposte alle nostre… Eppure mi piace osservarli nella loro incoscienza che non dà alcuna attenzione a ciò che è apparentemente diverso! Loro vivono la vita senza vedere quel muro che noi adulti a volte non riusciamo a scavalcare. Loro non sentono la necessità di capire ogni cosa e di darle un significato… Non ha importanza se hanno a disposizione un vocabolario con la metà delle parole che vorrebbero… Quello che mi piace di più è vedere che la parola giusta la trovano sempre… Perchè nasce spontaneamente dal loro cuore e arriva al cuore di chi li sta ascoltando. E quando la parola giusta proprio non vuole uscire, i loro sorrisi e le loro mani verso gli altri sono la risposta migliore a qualunque domanda che gli venga posta!

Chi lo ha detto che i fiori sono quelli che non hanno spine? Quelli con i petali vellutati e il nettare a portata di mano? I fiori sono anche quelli che fuori pungono, ma dentro sono succosi… Anche un cactus ha i suoi meravigliosi fiori, ma coglierli non è affatto facile! Ho conosciuto poco mio suocero, ma ricordo che diceva sempre che le cose difficili sono le più belle… Beh, aveva ragione! Io di una margherita che si appassisce non me ne faccio niente… Voglio arrampicarmi cavolo… E prendere il fiore in cima al cactus… Quello sì che starà bene nel mio vaso!

La mia casa non ha pareti, guardo intorno a me e abito nel mondo!

 

Ciao mamma…

Malta, 3 ottobre 2017

Rec < In un’altra vita credo di essere appartenuta al mare. Ogni volta che entro in contatto con il mare mi sento in pace con il mondo.

Il mare. Questa immensa distesa azzurra che sembra avere un’anima. Lo guardo, a volte per ore, senza stancarmi. Mi siedo sulla sabbia e affondo i miei piedi più che posso come a cercare un nido per loro… Mi paralizzo col mento verso l’orizzonte e penso… Penso a quanto è speciale la vita, anche con le sue difficoltà e la sua ingiustizia. La vita come un filo di perle da infilare una ad una facendo attenzione a non perderle.
Ognuna l’effetto della precedente e il suo proseguo……
Quante perle ho infilato… Quante ancora ne mancano prima di indossare questa collana … Ognuna infilata per un motivo… Alcune per casi fortuiti… Altre dopo grandi battaglie finalmente unite al mio filo… Magari qualcuna è caduta più volte prima di essere messa al suo posto… Un po’ mi inquieta sapere che domani ne dovrò mettere un’altra… Ma allo stesso tempo questo pensiero mi coinvolge perché mi fa sentire viva… Viva e capace di infilarle tutte… Quelle opache e quelle più pregiate… Ognuna di esse luccicante a suo modo.

Domani la mia perla da infilare sarai tu, mamma, potrò abbracciarti e tenere quell’abbraccio con me fino alla prossima volta!

Un altro ciao…

Domani lascerò la tua mano all’aeroporto fingendo di non vedere i tuoi occhi lucidi per l’ennesima volta… E mi toccherà ridere e sdrammatizzare come sempre… Dirti “ciao” è sempre difficile, il tempo con te vola ogni volta!

Cosa posso dire di te… Sei la mia mamma… La mia splendida immagine di riferimento… Quella che è sempre capace di reagire… Pronta a combattere…
Sei la stella che non cade mai… Il faro acceso nelle mie notti di mare mosso…
La mia bitta… Quella in cui trovo sempre un po’ di spazio per la mia cima che a volte mi sembra debole… Ma non abbastanza da non raggiungere te… Sei la mia terra ferma dopo un viaggio di ventiquattro ore solcando un mare di solitudine... Sei la mia spiaggia calda in cui stendermi al sole a meditare sulla vita che passa… Quella vita fugace che mi lascio alle spalle… Sei il mio laccio stretto al cuore che non fa mai male… L’acqua che mi disseta quando il sale che mi porto sempre addosso non vuole andare via… Sei il mio spiraglio di luce quando la stanza è buia e i pensieri fanno il giro del mondo…

Sei la mia mamma e quando penso a te mi sento ancora bambina e figlia… E questo ruolo mi fa sentire piu leggera… Non devo insegnare la strada, ma posso ancora imparare… Sei  tu la mia ancora… E sapere che sei ben affondata nel piu profondo della mia esistenza mi fa sentire libera e senza catena… Ti amo… E quando guardo verso l’orizzonte e penso a papà….Lo ringrazio ogni giorno di aver scelto te

I miei pensieri sotto la pioggia

Stasera avevo proprio bisogno di venire a vedere il mare… Ci ho tuffato tutti i miei pensieri per te e per i nostri giorni insieme! Il mare sotto questa pioggia fitta e leggera mi ha regalato un pò di pace che cercavo dentro di me…

E’ stato bello passeggiare con te, ridere a crepapelle con le barzellette di un genero pazzo… Cavolo, tra un po’ te ne vai e mi sembra che tu sia appena arrivata…

Vivere lontani non è facile. Si deve fare i conti con i saluti che scottano, si deve organizzare ogni incontro, si deve sorridere anche quando la lacrima è pronta a scendere…

Ma c’è una cosa bella nell’essere lontano da chi si ama… Si chiama attesa… Desiderio… Pensiero… E in un’unica parola si chiama legame!

Ci vediamo presto mamma! >

 

10 anni senza mai dirti addio…

Sono passati dieci anni… Dieci lunghi e velocissimi anni da quando ho lasciato la tua mano e la tua anima. Ho sentito il rumore del vento che portava via ogni istante trascorso con me dalla tua mente e lo consegnava nelle mie mani come un tesoro da custodire.

Eppure ancora oggi non so dirti ADDIO… Guardo le mie mani e ritorno indietro nel tempo. Il tuo profumo era quello della felicità. I tuoi occhi scuri erano profondi e pieni di cose dentro che adesso faccio fatica a trovare nella mia vita di Donna.

Negli anni in cui ci sei stato mi hai insegnato tutto il necessario e anche il superfluo. Mi hai spiegato che l’amore non si dice, ma si fa… E poi mi hai insegnato anche a dirlo facendomi comprendere l’importanza delle parole…

Quando c’eri eri il mio punto di riferimento. Poi non c’eri più ed io ancora mi riferivo a te. Abbiamo una sola vita a disposizione… Forse ne abbiamo altre, ma io questo lo ignoro… Non importa quanti anni duri una vita, ma conta quello che si lascia sulla terra andando via.

Oggi mi sono svegliata ed ho trovato sul comodino il disegno di un angelo. Ho bevuto a grandi sorsi il mio caffè nero e intanto, con il disegno tra le mani, ho acceso il telefono…

Dieci anni. Te ne sei andato il 22 di settembre, ma io ti ho visto morire la sera precedente, la notte. Ti ho sentito respirare e combattere e ho tenuto la tua mano con grande orgoglio e forza. Tu mi guardavi e i tuoi occhi mi dicevano fiumi di cose che non volevo ascoltare… Io ti prestavo il mio sguardo e incassavo colpi senza battere ciglio. Ero prorpio brava papà, come tu ti aspettavi da me… Piangevo lacrime invisibili che bagnavano solo il mio cuore e tu mi stringevi la mano orgoglioso del tuo trofeo… Ancora una volta avevi vinto… Mi avevi insegnato ad essere forte e a non perdere il controllo per amore delle persone che avevo accanto.

Non posso, non riesco a cancellare dalla mia mente quella stanza colma di un amore che raramente ho sentito ancora… Un amore che hai creato tu, insieme a noi con la tua anima speciale. Un amore semplice e intenso come un cioccolatino. L’ho sentito, in tutta la sua dolcezza sciogliersi tra le mie labbra giorno dopo giorno per 30 anni… E l’ultimo strascico di sapore è rimasto intatto dentro di me continuando a dare gusto alla mia vita anche a distanza di anni! Devo tanto a te… Ti sono riconoscente per il grande Papà che sei stato, per i NO che mi hai detto e per le spiegazioni che li hanno seguiti. Gli oggetti non li ricordo, i regali non restano mai davvero nel cuore. Quello che conservo non ha un nome, né un’identità… Quello che conservo è un brivido quando ti penso, una risata quando ricordo la tua simpatia…

Lo so anch’io che la morte è dolore, ma a me piace soffrire a modo mio. Mi piace ricordarti senza pena perchè tu pena non ne hai mai voluta per te e per la tua malattia… Mi piace raccontarti, tenerti in vita attraverso gli occhi dei miei figli mentre gli ricordo e gli insegno che uomo che eri… Mi piace leggere le lettere che ti ho scritto in questi 10 anni e vedere il grafico del mio dolore su di un foglio immaginario. Il mio percorso di vita, con le difficoltà e i momenti bui, è un tracciato fatto di una sola certezza… L’amore.

L’amore è il motore della vita. L’amore è l’emozione, la paura, la speranza. L’amore mi ha reso forte e sicura di me. Senza tanto amore ricevuto, oggi non sarei capace di amare tanto.

Tutto l’amore che c’era in quella stanza dieci anni fa è ancora qui, nei cuori delle persone che hai lasciato. Io continuo a tenere dentro il mio addio che, anno dopo anno, si fa sempre più reale. ce l’ho qui, sulla bocca… Strappato da quel vento che faceva pressione sulle parole che volevano uscire… Forse è da allora che sono divenatata amica del vento… Da quando l’ho scoperto capace di spazzare via una vita e di trasformare ogni parola in un silenzio inarrestabile.

Ho scoperto che il vento se voglio non sposta nemmeno uno dei miei capelli… Perchè qualunque uragano io incontri nella mia vita… io possiedo una certezza…Ho conosciuto il tuo Amore…